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Schermata di yahoo search blog

Yahoo ha dato notizia sul suo blog dell'introduzione del tag robots-no content da utilizzare all'interno del codice HTML in un tag div, span, p, ecc...

Questo evidenzia un utilizzo insolito del codice Xhtml o HTML, allontanandolo dalla sua valenza semantica per finalità improprie. HTML non è un linguaggio per la costruzione grafica dei contenuti, tantomeno il codice HTML è scritto per fornire informazioni agli spider in modo specifico. L'aggiunta di codice non può avere solo scopi SEO: Zeldman parlerebbe di divite.

Indubbiamente il metodo yahoo è in grado di focalizzare l'attenzione sui contenuti rilevanti.

Voglio soffermarmi anche sulla differenza con l'attributo rel: REL, mendiante la proprietà follow, fornisce informazioni aggiuntive per lo spider; il metodo proposto da YAHOO, invece, prevede l'apposita costruzione di un tag per fornire informazioni allo spider. Al momento mi sembra eccessivo.

 

La favicon di codiceazienda.it

Ho deciso di inserire nel mio blog, l'icona nella barra degli indirizzi: la famosa favicon.ico. Sottolineo che favicon è l'abbreviazione del termine favorites icon: ciò fa capire che lo scopo fondamentale è la visualizzazione dell'icona tra i Preferiti. Ho realizzato l'immagine di 16*16 pixel e l'ho convertita direttamente on-line utilizzando un tool sul sito html-kit nell'apposito formato ".ico". Dopo averla preparata ho provveduto ad aggiornare il codice Xhtml delle mie pagine web inserendo l'istruzione necessaria:

<link type="image/x-icon" href="/public/codice_azienda_icona.ico" rel="shortcut icon" />

In seguito sempre dal sito html-kit ho utilizzato l'apposito validator per testare la correttezza del tag link e verificare la compatibilità (da un punto di vista grafico) della mia favicon.

Successivamente ho testato sui due browser principali la visualizzazione della favicon: ho notato diverse anomalie che vorrei descrivere. Nel primo test ho inserito il seguente link nell'intestazione della home utilizzando un percorso specifico, alternativo al tradizionale metodo che vede l'inserimento della favicon nella root principale con il nome standard favicon.ico. Il metodo utilizzato mi ha permesso di ottimizzare il nome del file.

<link type="image/x-icon" href="/public/codice_azienda_icona.ico" rel="shortcut icon" />
<link type="image/x-icon" href="/favicon.ico" rel="shortcut icon" />
Ho ottenuto i seguenti risultati:
Cache Pulita
Mozilla visualizza l'icona
Internet Explorer non visualizza l'icona
Inserendo il sito nei Preferiti
Internet Explorer visulizza l'icona nei Segnalibri ma non nella barra degli indirizzi
Mozilla visualizza l'icona sia nei segnalibri (è stato necessario riavviare il browser) che nella barra degli indirizzi

Approfondimenti

 
il logo del w3c

Si ravviva la discussione sull'HTML5 in seguito ad un documento di sintesi preparato dal W3C e dalla conseguente discussione scatenatasi su molti blog.

Ma l'HTML non doveva essere morto? Questa è la domanda più comune. Invece il W3C e alcuni produttori di browser hanno insistito per lo sviluppo della nuova versione. E tutte le chiacchiere sull'XHTML? A mio avviso è ingiusto parlare di una sussidiarietà tra HTML e Xhtml, proprio perchè l'XHTML rappresenta una "evoluzione" del linguaggio HTML stesso. Allontanandoci dal discorso meramente teorico è importante sottolineare ed avviare una discussione su argomenti pratici quali le nuove funzionalità (in termini di elementi e attributi) previste dall'HTML 5. Un primo punto su cui vorrei sofferarmi è la scomparsa del tag "acronym": mi ero soffermato già a parlare dei tag abbr e acronym... Unificare i due concetti mi sembra errato, semanticamente scorretto.

Per ottenere risposte complete un ottimo articolo di Maurizio Boscarol
 

Visualizzazione ingrandita della mappa

E Google vuole fare il botto con il servizio Maps. Vuole monopolizzare la pagina dove siamo di milioni di siti aziendali. Oggi la pagina dove siamo rappresenta un problema in tema di funzionalità. Molti webmaster si complicano la vita con scansioni, ricostruzioni ecc... La semplicità del nuovo strumento offerto da Google può semplificare davvero la vita agli sviluppatori. Inserire la mappa è diventato un gioco da ragazzi:

  1. Andare su google Maps
  2. Individuare la localizzazione della propria azienda
  3. Cliccare su Collegamento a questa pagina

La prima fase è terminata; ora basta copiare il link che rimanda alla pagina di google maps o inserire il codice HTML, basato su iframe, sulla propria pagina.

Perchè proprio l'iframe? La comodità d'impaginazione dell'iframe (inline frame), nonostante lo scetticismo di molti addetti del settore. Questo strumento consente di inserire un frame interno ad una normale pagina html. Il tag è ricco di attributi per una personalizzazione grafica che consentono di impostare margini, bordi, scrolling senza l'utilizzo dei CSS

E chi non supporta i Frame?

Google non prevede l'utilizzo dell'elemento noframes che consente di visualizzare un testo alternativo, descrittivo per coloro che navigano utilizzando browser che non supportano i frames.

Un'altra piccola osservazione va fatta sull'utilizzo del tag br privo del necessario spazio (tra l'elemento e lo slash) per la sua conformità allo standard Xhtml. Un altro segnale verso un non necessario allineamento agli standard?

Personalmente in fase di inserimento del codice HTML ho effettuato due semplici modifiche:

  • ho utilizzato i CSS per il tag iframe sostituendo gli attributi
  • ho corretto il tag br aggiungendo lo spazio

Il risultato mi sembra identico, se avete problemi postate un commento.

L'immagine inserita rappresenta il mio paese Capriglia , in provincia di Salerno.

 
La repubblica, testata

I web master sono sempre più affannati alla ricerca ossessionata del rispetto degli standard. Mi sono spesso posto il quesito circa l'importanza di inserire sul proprio sito web le icone rilasciate dagli organismi compententi per evidenziare la validazione del codice, degli stili e cosi via. Ne ho parlato in qualche post precedente. Non credo sia fondamentale la validazione a tutti i costi e ancora meno reputo importante la presenza delle icone di conformità agli standard. Un sito con "l'etichetta" mi da l'impressione di un vestito di Armani con l'apposito targhettino lasciato ben in vista. Navigando sulle pagine di repubblica.it ho potuto fare alcune osservazioni: il DTD richiamato fa riferimento ad Xhtml transitional senza però rispettarne alcuni punti fondamentali:

  1. Utilizzo di lettere maiuscole per indicare i tag
  2. Tag unici senza l'apposito slash di chiusura
  3. Tag unici con lo slash di chiusura ma senza lo spazio tra l'elemento e lo slash in fase di chiusura.
Tutto ciò mi porta ad una conclusione: i siti dinamici con più autori possono facilmente incappare in questi errori. Di certo non è un dramma.