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Legalmail posta elettronica certificata

Si annunciano per il 2008 importanti innovazioni per lo snellimento delle procedure burocratiche. Dall'apertura di una nuova ditta ai cambi di residenza e cosi via.

Un ruolo centrale nel processo di digitalizzazione è rappresentato dalla posta elettronica certificata (PEC), una casella di posta elettronica in grado di certificare le informazioni ed attribuire alla mail valore legale. La mail certificata è offerta da un elenco di gestori ufficiali riconosciuti in un apposito documento del cnipa. A differenza delle email tradizionali, le PEC sono a pagamento. La differenza con il servizio di email deriva dalla garanzia prestata dai gestori sull'invio e la ricezione della mail che è comunicata all'utente. Il fuzionamento non prevede sostanziali differenze.

Info e approfondimenti sono disponibili sul sito del CNIPA

Il sito di Legalmail, posta elettronica certificata.

 

Oltre la PEC

La posta elettronica certificata è partita non senza qualche problema. L'email di conferma per recarmi alle poste mi è arrivata con qualche giorno di ritardo!

Ora devo solo consegnare i documenti necessari alle poste!

Servizi connessi alla PEC

Alla posta elettronica certificata si aggiungeranno una serie di servizi a pagamento che arricchiranno il servizio. Tra i servizi che si potranno richiedere ci sarà la firma digitale, la possibilità di creare fascicoli virtuali, la notifica cartacea.

La sventolata posta elettronica certificata gratuita svela l'arcano e l'impegno delle Poste. Giusto che sia cosi! Più di ogni altra cosa speriamo che davvero l'innovativa PEC tutta italiana sia davvero un servizio utile per districarsi nella burocrazia italiana. Intanto tutti alla ricerca delle PEC degli enti pubblici...

 

 La legge 2 del 2009 ha introdotto l'obbligo per le società di dotarsi di una casella di posta elettronica cerrtificata la fine di ridurre i costi amministrativi degli operatori. Questo adempimento riveste una fondamentale importanza soprattutto per le società costituite prima del 29 novembre 2008.

Per le società costituite dopo il tale data, in fase di scirzione al registro delle imprese, la comunicazione di un indirizzo di posta elettronica certificato  è previsto in fase di compilazione della modulistica

Chi deve comunicare la PEC al registro imprese

Sono obbligate alla comunicazione tutte le imprese che sono costituite in forma societaria:

  • società di capitali
  • società di persone
  • docietà semplici
  • società cooperative
  • società estere con sedi in Italia

Restano esclusi le imprese non individuali che sono iscritte al solo REA (repertorio economico amministrativo) quali ad esempio le associazioni.

Come comunicare la PEC 

La procedura di trasmissione può avvenire tramite COMUNICA compilando l'apposito modello S2 oppure utilizzando l'apposita procedura semplicicata di cui abbiamo già parlato. Tale procedura è totalmente gratuira.

Le finalità della comunicazione

COme già detto in premesssa, lo scopo ultimo di tale nuovo adempimento è la riduzione dei costri amministrativi per gli enti relativi alle spedizioni di documenti tramite i tradizionali sistemi postali, molto spesso inefficienti.

La consultazione delle PEC è libera e senza oneri.

 

L'INPS e la posta certificata gratuita

Nuovi servizi per i cittadini digitali. In seguito alla stipula del protocollo d’intesa in data 30/09/2009 tra il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione e l’Inps, la posta elettronica certificata potrà essere richiesta gratuitamente dai citadini che usufruiscono dei servizi telematici dell'INPS.

L'iter per la PEC INPS o Pec del cittadino

Per ottenere la posta elettronica certificata è necessario fare una richiesta online tramite la funzione apposita contenuta all’interno della sezione “Servizi al Cittadino” sul sito dell’Inps.

Successivamente bisognerà recarsi presso una qualunque sede Inps, per il necessario riconoscimento personale e l’attivazione del servizio.

A cosa serve la PEC del cittadino

L’uso della posta elettronica certificata consente di stabilire un canale di Comunicazioni Elettroniche Certificate tra la Pubblica Amministrazione e Cittadini, avente valenza legale alla pari di una tradizionale comunicazione cartacea mediante raccomandata con ricevuta di ritorno.

I limiti della PEC INPS

La Casella PEC al Cittadino offre solo la possibilità di inviare comunicazioni esclusivamente con indirizzi PEC della Pubblica Amministrazione. Tramite la PEC al Cittadino non è possibile scambiare messaggi con indirizzi di posta elettronica certificata che non siano quelli della Pubblica Amministrazione e con indirizzi di posta elettronica ordinaria.

Ciò rende meno appetibile l'uso della PEC INPS per le imprese che in futuro ricorreranno in maniera più ampia all'utilizzo della PEC anche per i rapporti commerciali in attuazione di quel processo di dematarializzazione della documentazione contabile che resta in bilico anno dopo anno.

Uso personale e recesso

L'uso del servizio è strattamente personale e riservato, l’accesso alla propria posta elettronica certificata avviene tramite le credenziali di accesso ai “Servizi al cittadino” del portale dell'INPS (codice fiscale e PIN).

Sarà possibile recedere dal servizio di PEC al cittadino in qualunque momento. I messaggi di posta elettronica certificata presenti nella casella PEC saranno cancellati, e tutte le comunicazioni tra il cittadino e la pubblica amministrazione saranno nuovamente veicolate secondo le procedure tradizionali. Una nuova registrazione al servizio PEC al cittadino non sarà consentita prima che siano trascorsi sei mesi dalla data di recesso.

 

La PEC allo sprint finale

Corsa ad aggiudicarsi il nome migliore! Quale provider per la posta certificata?

I professionisti tra dubbi ed incertezze si avviano verso la PEC, posta elettronica certificata. Entro fine mese dovranno essere in possesso della casella di posta elettronica che, avendo valore legale al pari di una raccomandata, avrà il compito di agevolare il dialogo tra professionisti ed enti. Ma non solo...

Cenni basilari sulla posta elettronica certificata

La posta elettronica certificata avrà valore di una raccomandata a tutti gli effetti. Ovviamente le email del mittente e del destinatario dovranno essere entrambe certificate per ufficializzare la data e l'ora di invio e quelle di ricezione della posta.

I gestori svolgono in questa fase un ruolo molto importante avendo la funzione di certificare l'invio e la ricezione firmando il messaggio inviato. Il messaggio si intende consegnato quando il Gestore lo rende disponibile nella casella di posta elettronica certificata del destinatario. Il gestore ha anche l'obbligo di conservare il messaggio per trenta mesi al fine di fornire i dati utili in caso di contenzioso dei propri clienti.

Ovviamente in questa fase è importante scegliere il provider giusto, che dovrà essere presente negli elenchi del CNIPA.

PEC solo in Italia

La posta elettronica certificata rappresenta una procedura non molto popolare all'estero, infatti non avrà valore particolare verso paesi stranieri in quanto essa non è utilizzata all'estero. Per le comunicazioni con l'estero bastano le email tradizionali!

Più tempo per le imprese

Mentre per i professionisti e per le nuove imprese l'obbligatorietà è imminente (fine mese), per le imprese già costituite al 29 novembre 2008 il termine ultimo fissato per comunicare il proprio indirizzo di P.E.C. al Registro delle Imprese è il 29 novembre 2011.

 

Il Decreto Legge denominato Crescita 2.0, pubblicato in gazzetta Ufficiale il 19 ottobre del 2012, introduce l'obbligo di PEC per tutte le imprese titolari di Partita IVA.

immagine posta elettronica certificata

L'utilizzo della posta elettronica certificata è considerata come uno strumento in grado di ridurre i costi per la pubblica amministrazione. Negli ultimi anni si sono susseguite una serie di provvedimenti che hanno favorito, ed a tratti obbligato, l'introduzione della PEC nella vita d'azienda.

La pec anche per le ditte individuali

Dopo le aziende organizzate in società anche le imprese individuali dovranno registrare un indirizzo di posta elettronica certificata. L'articolo 5 del decreto prevede che le imprese di nuova costituzione dovranno dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata da comunicare al registro delle imprese in fase di iscrizione.

Le imprese già attive avranno tempo fino al 31 dicembre 2013 per comunicare la PEC al registro delle imprese. Il governo ha puntato decisamente sulla PEC per snellire gli iter burocratici, ridurre i costi di gestione e di notifica e di stimolare gli imprenditori per un maggior utilizzo degli strumenti offerti dalla rete Internet.

Indice Nazionale delle PEC

Nello stesso decreto è previsto l'istituzione del nuovo Indice nazionale degli indirizzi PEC delle imprese e dei professionisti presso il Ministero dello sviluppo economico. Tale elenco sarà di pubblica consultazione ed agevolerà la presentazione di istanze, lo scambio di informazioni e documenti. Un archivio unico che raccoglierà anche gli indirizzi PEC dei liberi professionisti tenuti presso gli ordini ed i collegi professionali.

 

La dichiarazione IMU rappresenta l'ultimo adempimento per l'IMU relativa al 2012. Il termine è stato più volte prorogato visiti i ritardi nella predisposizione della modulistica ufficiale. Con l'avvicinarsi della scadenza del termine di presentazione della dichiarazione IMU, prevista per il prossimo 4 febbraio, il ministero delle Finanze per agevolare la compilazione della dichiarazione ha predisposto un modello editabile di dichiarazione IMU in duplice copia.

Dichiarazione IMU

Il modello editabile di dichiarazione IMU richiederà l'inserimento dei dati solo sulla prima copia riportando in automatico gli stessi sulla seconda copia.

Il modello di dichiarazione IMU editabile è presente sul sito delle finanze.

Gli elementi indispensabili della dichiarazione IMU

In fase di compilazione saranno richiesti i seguenti dati:

  • l'anno di riferimento della dichiarazione (2012 per quelle relative agli obblighi sorti dal 1° gennaio scorso, in scadenza il prossimo 4 febbraio),
  • i dati anagrafici del dichiarante, in caso sia diverso dall'obbligato principale, e quelli, eventuali, dei contitolari.
  • i campi relativi agli immobili, che vengono distinti per numero d'ordine,
  • le annotazione per fornire informazioni aggiuntive.

Una volta terminata la compilazione guidata del modello sarà possibile presentare la dichiarazione IMU attraverso tre distinti canali:

  • Consegna a mano presso il Comune di riferimento
  • Spedizione mediante raccomandata senza avviso di ricevimento
  • Spedizione tramite posta elettronica certificata.

Attenzione ai termini per la dichiarazione IMU

La dichiarazione IMU, a differenza della vecchia dichiarazione ICI, deve essere presentata al Comune di riferimento entro 90 giorni dall'avvenuta variazione degli immobili. Solo per l'anno 2012, anno di entrata in vigore dell'IMU, per la dichiarazione è stato previsto un adempimento annuale.

 

Il formato EML

Il formato EML è molto utilizzato dai sistemi di posta elettronica certificata. Spesso quando si riceve una PEC il file contenente il messaggio è in formato EML. Esso non è altro che un allegato ad un messaggio di posta elettronica che di default è gestito da outlook di Micorsoft.

Quando non si è in possesso del software della Microsoft è necessario far ricorso a software alternativi che consentano l'apertura del file EML contenente il messaggio di posta elettronica certificato.

Kernel EML viewer

Kernel EML viewer è un prodotto totalmente gratuito che svolge alla perfezione il proprio compito: è dotato di un'interfaccia minimale ed è davvero snello e veloce. Il suo utilizzo è fortemente consigliato sopratutto per chi, come me, utilizza GMAIL anche per importare dal proprio account PEC anche i messaggi di posta certificata.

Anche il software Thunderbird di Mozilla ed altri client di posta elettronica consentono l'apertura di messaggi EML ma sono più complessi in quanto svolgono anche le tradizionali funzioni di client di posta elettronica. Kernel EML viewer, invece, è davvero la migliore soluzione per la gestione degli eml in assenza dei prodotti microsoft.

 

Dal 29 novembre prossimo non ci saranno più scuse. Tutte le imprese ed i professionisti dovranno essere dotati di un indirizzo di posta elettronica certificata, in grado di stabilire un canale di comunicazione alternativo con gli enti pubblici.

La posta elettronica certificata e gli enti pubblici

Nella pubblica amministrazioni si è ancora molto lontanti da un utilizzo efficace di questo nuovo strumento di comunicazione che assume il valore legale di una lettera raccomandata, essendo in grado di fornire prove sull'effetiva consegna del messaggio e sulla data e l'orario di spedizione. Certo che la PEC è uno strumento tutto italiano, una faccia della burocrazia italiana.

Comunicazione al registro delle imprese

L'indirizzo di posta elettronica certificata dovrà essere trasmesso dalle imprese all'ufficio del registro. Per le società già in possesso della firma digitale la proceduta telematica consentirà di comunicare direttamente la PEC in 5 passi. Le società ancora non dotate di un dispositivo di firma digitale dovranno invece rivolgersi alla Camera di Commercio per richiedere anche la firma digitale.

Quindi le imprese dovranno:

  1. RIchiedere la firma digitale presso la Camera di Commercio o gli altri isitituti accreditati al rilascio;
  2. Acquistare l'indirizzo di posta elettronica certificata da uno dei gestori autorizzati;
  3. Comunicare l'indirizzo di posta elettonica certificata tramite le procedura in precedenza linkata.

La Pubblica amministrazione inadempiente

Proprio mentre si pone in capo all'imprese un ulteriore adempimento, per quanto banale, resta da sottolineare che proprio pochi giorni fa, il TAR della Regione Basilicata ha imposto gli uffici pubblici della Regione a dotarsi di una PEC con la quale rispondere ai cittadini. Le pubbliche amministrazioni sono state invitate al rispetto del codice digitale della Pubblica amministrazione al fine di garantire il il diritto degli utenti di comunicare tramite tale mezzo informatico. Il TAR, ritiene addirittura che la mancata pubblicazione dell’indirizzo PEC sul sito web della Regione, determina un vero e proprio disservizio che, costringendo gli interessati a recarsi personalmente presso gli uffici e a far uso della carta, ha riflessi negativi sulle modalità di esercizio del diritto di partecipazione al procedimento amministrativo con conseguente violazione del codice dell'amministrazione digitale.

E dire che la PEC come gli altri strumenti telematici dovrebbero semplificarci la vita.

 

La PEC rappresenterà in futuro il canale ordinario di comunicazione tra le pubbliche amministrazioni ed i cittadini ma anche lo strumento per lo scambio di corrispondenza commerciale.

Entro la fine di giugno tutti i possessori di partita IVA dovranno comunicare al registro delle imprese il loro indirizzo di posta elettronica certificata.

Ini PEC. Elenco delle caselle di posta certificata

Un sito web con tutti gli indirizzi PEC

Lo scopo della pubblica amministrazione è quello di formare un registro delle caselle di posta certificata (domicilio elettronico) elettronici di tutti i contribuenti. L'INI-PEC (indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata) dovrà consentire a chiunque di reperire i recapiti telematici di professionisti ed imprese. I dati necessari per la composizione del registro saranno reperiti dal registro delle imprese (per ditte individuali e società) e presso gli ordini professionali per i liberi professionisti.

Con un apposito decreto datato marzo 2013 a partire dal 10 maggio 2013 doveva essere disponibile il nuovo sito di pubblica consultazione. Trascorsi alcuni giorni dalla scadenza ancora non è noto l'indirizzo al quale accedere per la consultazione delle PEC di imprese e professionisti.

Per la completezza dei dati relativi alle PEC delle imprese individuali sarà comunque necessario attendere la fine di giugno, termine ultimo per l'attivazione delle caselle PEC.

L'elenco sarà suddiviso in due parti scindendo le imprese dai professionisti.

Come comunicare l'indirizzo PEC al registro delle imprese

La procedura di comunicazione della posta elettronica certificata al registro delle imprese può essere sintetizzata in due passaggi:

  1. Attivazione della casella di posta elettronica certificata. Occhio alle offerte: molti certificatori offrono la casella di posta elettronica certificata gratuitamente per il primo anno!
  2. Comunicazione dell'indirizzo al registro delle imprese.

Per il completamento della procedura di comunicazione al registro delle imprese è necessario essere in possesso della firma digitale. Coloro che ancora non sono dotati di firma digitale dovranno rivolgersi ad un intermediario abilitato alla trasmissione dei dati al registro delle imprese.

Non valida la PEC gratuita @postacertificata.gov.it

Alcuni certificatori offrono la PEC gratuita solo per il primo anno. Per gli anni successivi la PEC sarà a pagamento! Queste caselle sono idonee per essere comunicate al registro delle imprese. 

Bisogna fare attenzione alla casella di posta certificata offerta gratuitamente ai cittadini dal governo!

La CEC-PAC, la pubblicizzata e sbandierata PEC gratuita al cittadino, creata per agevolare la comunicazione tra il cittadino e la pubblica amministrazione, non è idonea per essere comunicata al registro delle imprese! Questa tipologia di casella di posta elettronica è idonea esclusivamente solo per le comunicazioni con la pubblica amministrazione dal privato cittadino!

Il cittadino, in quanto titolare di impresa, non può utilizzare la PEC personale e dovrà dotarsi quindi di una PEC aziendale (a pagamento) da comunicare al registro delle imprese. Inutile ridondanza!

La CEC-PAC resta un canale di comunicazione chiuso ed esclusivo tra Pubblica Amministrazione e cittadino: per nessuna ulteriore comunicazione è possibile utilizzare questa casella di posta elettronica certificata. Per questi motivi la CEC-PAC non può essere iscritta nel Registro Imprese.

 

La spending review, al fine di diminuire i costi ed i tempi  di consegna, ha previsto per le pubbliche amministrazioni l'invio telematico per CUD,  certificazioni al cittadino e comunicazioni.

Logo INPS CUD

Anche l'INPS renderà disponibile la certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente, pensione ed assimilati (CUD) in modalità telematica.

Il CUD dei cittadini sarà disponibile sul sito istituzionale dell'INPS. L'accesso e la consultazione richiede l'inserimento codice identificativo PIN. Una volta terminato l'accesso sarà possibile reperire il CUD e le altre informazioni previdenziali nel Fascicolo previdenziale per il cittadino.

Come richiedere il PIN

Per i cittadini ed i pensionati che non sono in possesso del codice PIN INPS potranno richiederlo:

  • Direttamente online sul sito INPS
  • Tramite Contact Center al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da cellulare, a pagamento secondo il proprio gestore telefonico
  • Presso le Agenzie territoriali dell'Inps.

Il Cud tramite PEC

I cittadini che hanno avuto modo di comunicare all'INPS il proprio indirizzo di posta elettronica certificata riceveranno il CUD verrà recapitato alla corrispondente casella PEC.

Per richiedere l'invio tramite PEC, sarà necessario fare richiesta di ricevere il certificato reddituale sulla propria casella di posta scrivendo al seguente indirizzo: richiestaCUD@postacert.inps.gov.it.

Richiesta CUD 2013 tramite posta elettronica ordinaria

Con apposito messaggio l'INPS ha informato che gli utenti potranno richiedere il proprio CUD con una propria istanza indirizzandola a richiestaCUD @ postacert.inps.gov.it, utilizzando anche la posta elettronica ordinaria.

Alla richiesta dovranno essere allegati la richiesta e la copia fronte retro di un documento di riconoscimento valido del richiedente, in conformità a quanto previsto dal terzo comma dell’art. 38 del DPR. N.445/2000 in ordine alle modalità di invio e sottoscrizione delle istanze. Ricevuta la richiesta nella modalità sopra descritta, il CUD verrà trasmesso all’indirizzo di posta elettronica indicato dal richiedente.

Come richiedere il CUD senza PIN INPS

Per i cittadini sarà possibile ottenere il CUD in formato cartaceo attraverso uno dei seguenti canali:

  • Sportelli veloci delle Agenzie dell'INPS che durante il primo trimestre 2013 dedicheranno almeno uno sportello veloce al rilascio del CUD cartaceo indipendentemente dalla gestione previdenziale.
  • Postazioni Informatiche self service da utilizzare con il proprio codice PIN per stampare i certificati reddituali Centri di assistenza fiscale
  • Rivolgersi, ai centri di assistenza fiscale (CAF), firmando mandato insieme alla fotocopia del documento di riconoscimento del richiedente che dovranno essere conservati dal CAF prescelto ed esibiti a richiesta dell'Inps.
  • Rivolgersi agli Uffici postali aderenti al circuito sportello amico o al progetto reti amiche pagando una commissione pari ad euro 2,70 più IVA.
  • Per gli utenti ultraottantacinquenni e gli utenti particolarmente disagiati è stato istituito lo Sportello mobile per utenti e pensionati residenti all’estero Gli utenti ultraottantacinquenni titolari di indennità di accompagnamento possono richiedere telefonicamente, all’operatore dello Sportello Mobile della propria sede Inps l'invio a domicilio del certificato reddituale.
  • Per i pensionati residenti all’estero sono stati previsti i seguenti numeri telefonici dedicati 06.59054403 – 06.59053661 – 06.59055702 attivi dalle 8,00 alle 19,00 (ora italiana) ai quali – fornendo i propri dati anagrafici e il codice fiscale - si può chiedere l’invio a domicilio del CUD.

Spedizione Cud per...

L’Inps garantisce l’invio del CUD a domicilio ai cittadini che ne facciano specifica richiesta attraverso il Contact Center.

La richiesta CUD con delega

Per il Rilascio del CUD a chi non è titolare della prestazione sarà necessario esibire un documento identificativo, la delega e la fotocopia del documento di riconoscimento dell’interessato.

Se il delegato invia la richiesta tramite la propria posta elettronica certificata può non allegare il proprio documento di riconoscimento.

I Professionisti abilitati al rilascio del CUD

Con apposito messaggio n. 4909, l'INPS è intervenuta per ampliare la platea dei soggetti autorizzati alla stampa e del rilascio del CUD solo funzionalmente alla presentazione in via telematica all’amministrazione finanziaria della dichiarazione dei redditi.

I soggetti abilitati dall’Istituto all’accesso al servizio in oggetto devono essere in possesso di certificato Entratel in corso di validità.

Di seguito l’elencazione dei soggetti incaricati della trasmissione delle dichiarazioni dei redditi effettuata dalla norma sopra citata:

 

  • gli iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei periti commercialisti e dei consulenti del lavoro;
  • i soggetti iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la subcategoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria;
  • le associazioni sindacali di categoria tra imprenditori indicate nell'articolo 32, comma 1, lettere a), b) e c); del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (d), nonche' quelle che associano soggetti appartenenti a minoranze etnico-linguistiche;
  • i centri autorizzati di assistenza fiscale per le imprese e per i lavoratori dipendenti e pensionati;
  • gli altri incaricati individuati con decreto del Ministro delle finanze.

Anche i patronati possono rilasciare il CUD

Con apposito messaggio l'INPS è intervenuta per comunicare che anche i patronati sono abilitati al rilascio del CUD.

Numero verde per il rilascio del CUD

In seguito alla circolare che chiariva le nuove modalità di rilascio del CUD”, l'INPS, con separato messaggio, ha attivato il numero verde gratuito 800.43.43.20 per richiedere la spedizione del CUD cartaceo al proprio domicilio.

Per le chiamate da telefoni cellulari, è disponibile il numero 06.164.164, a pagamento in base al piano tariffario del gestore telefonico del chiamante.

Il servizio, attivo 24 ore in modalità completamente automatica, è supportato dagli operatori del Contact Center dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20 ed il sabato dalle 8 alle 14.

 

Pec per tutti

Al via la casella di posta elettronica certificata per tutti i cittadini. Da oggi sarà possible richiederla online. La polsta elettronica certificata, di cui spesso si è parlato su questo blog, è finalmente disponibile gratuitamente per tutti i cittadini.

Come richiederla

La prima parte della richiesta va fatta online registrandosi sul sito attivato per la PEC.

La seconda parte della procedura va svolta presso un ufficio postale. il quale dopo aver verificato i dati inseriti rilascerà i documenti per l'accesso alla PEC. Prima di recarsi resso l'ufficio postale è utile fotocopiarsi i documenti di identità ed il codice fiscale inseriti in fase di registrazione.

Sveltire le comunicazioni

Serve davvero la PEC? Negli altri stati tale strumento non esiste. In Italia rappresenta un nuovo canale di comunicazione con gli enti pubblici che, a fronte di una comunicazione certificata dovranno fornire risposte agli utenti.
Speriamo non sia l'ennesimo spreco di risorse pubbliche!

 

Con il decreto Crescita è stato esteso anche alle imprese individuali l'obbligo di una casella di posta elettronica certificata da comunicare al registro delle imprese in fase di iscrizione.

Icona pec posta certificata

La PEC nel decreto crescita

Lo stesso decreto prevedeva la necessità di attivare una casella di posta elettronica certificate anche per tutte le aziende attive alla data di entrata in vigore del decreto entro la fine del 2013. Così, come per tutte le società, anche per le imprese individuali diventava obbligatorio l'indicazione in visura di un domicilio certificato elettronico per le comunicazioni, per agevolare lo scambio di comunicazioni ufficiali parificate alle raccomandate postali.

La PEC dopo il maxi emendamento

Con il maxi emendamento al decreto crescita 2.0, già approvato al Senato, il termine obbligatorio per la creazione di una casella di posta elettronica certificata per tutte le imprese individuali entrerà in vigore dal prossimo 30/06/2013 (il decreto crescita è in fase di conversione in questa nuova fase di crisi di governo). Anticipato di 6 mesi il termine originario, proroghe permettendo.

Per le imprese che, non si adegueranno sono previste sanzioni che vanno da 103 euro a 1.032 euro, ridotte ad un terzo per le imprese che si adeguano entro 30 giorni dalla scadenza. Per le imprese di nuova costituzione, la Camera di Commercio provvederà a sospendere per tre mesi il completamento della pratica in attesa della comunicazione della Pec dell'impresa individuale.

Un nuovo passo verso l'INI PEC

Con l'introduzione della Pec anche per le imprese individuali si amplia il discorso di creazione di un indice unico delle PEC denominato Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata” (INI-PEC) delle imprese e dei professionisti presso il Ministero per lo Sviluppo economico che consentirà alle pubbliche amministrazioni, ai professionisti, alle imprese, ai gestori di pubblici sevizi e a tutti i cittadini tramite il sito WEB, senza necessità di autenticazione di accedere alle caselle di posta elettronica certificate di tutte le imprese italiane.

 

Nuovo Servizio INPS

L'INPS ha lanciato un nuovo servizio che consentirà ai datori di lavoro di ricevere trammite la posta elettronica certificata i certificati di malattia relativi ai propri lavoratori dipendenti.

Il servizio è strettamente collegato all'invio tramite la procedura telematica del certificato medico a cura del medico di base.

Come effettuare la richiesta

Per procedere alla richiesta bisogno inviare dalla propria PEC (quella alla quale si vorranno ricevere i certificati) una richiesta alla sede INPS territorialmente competente che provvederà ad inviare i certificati in formato txt e xml. La richiesta per essere accolta deve contenere:

  • Pubbliche Amministrazioni: codice fiscale della stessa, progressivo INPDAP relativo alla “Sede di Servizio”. Queste amministrazioni possono chiedere l’invio “accentrato” degli attestati di tutti i propri dipendenti autorizzando l’Inps a tener conto del solo codice fiscale di identificazione dell’Amministrazione e a trascurare i progressivi INPDAP che, nelle denunce contributive, risultano essere le Sedi di servizio di dipendenza dei lavoratori;
  • per le Aziende private l’identificazione da comunicare è la matricola Inps. Nel messaggio l’azienda può chiedere, specificandole, di abbinare all’indirizzo di P.E.C. mittente più matricole Inps riferite all’azienda stessa;
  • per tutti, l’indicazione del formato di invio dei documenti scelto tra: TXT, XML, entrambi.
 

Con il mese di ottobre termina la fase sperimentale per l’assegnazione gratuita delle caselle di posta elettronica certificata (Pec) al Cittadino da parte dell'INPS. .

immagine posta elettronica certificata

I numeri della PEC

In questa fase l'INPS ha ricevuto 123.136 richieste di domande procedendo all'attivazione di 59.862 caselle PEC. I numeri, abbastanza alti, non rispecchiano il reale utilizzo della PEC che ancora non riesce a rappresentare uno strumento utile per l'abbattimento dei muri della burocrazia. La fase sperimentale strettamente operatica contnuerà ancora per un lungo periodo!

La palla al ministero della Pubblica amministrazione

D’ora in avanti il servizio di PEC al cittadino (richieste, accesso e informazioni) sarà fornito direttamente dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione in collaborazione con le Poste Italiane secondo le istruzioni indicate.

Il servizio è completamente gratuito nella sua versione base, salvo prevedere una serie di servizi aggiuntivi a pagamento.

 

Non c'è adempimento senza proroga!

E cosi anche la comunicazione della posta elettronica certificata al registro dell'imprese potrà avvenire fino a dicembre.

Scadenza prorogata

Con una circolare il Ministero dello sviluppo economico ha decretato la proroga al 31 dicembre 2012 dell'adempimento.

L'obbligo di comunicazione della PEC è stato previsto nel novembre del 2008 concedendo circa tre anni di tempo alle aziende per adeguarsi.

La calca degli ultimi giorni ha però mandato in tilt gli organismi di certificazione che si sono visti arrivare migliaia di richieste di PEC in prossimità della scadenza.

 

 La posta elettronica certificata dovrà sostituire le classiche raccomandate cartacee. Imprese ed enti si sono adeguate.

In particolare le imprese organizzate in forma societaria (di persone o di capitali) hanno dovuto comunicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata al registro delle imprese affinchè lo rendesse pubblico ed utile per le comunicazioni elettroniche alle quali attribuire un valore: una raccomandata a tutti gli effetti.

Come trovare le PEC sul registro delle imprese

Gli indirizzi di posta elettronica certificata sono stati pubblicati sul sito del registro delle imprese e resi disponibili per le consultazioni. La procedura è semplice:

  1.  Accedere al sito del registro imprese
  2. Inserire i dati nel form presente sulla home page
  3. Effettuare la ricerca
  4. Cliccare su verifica se è stato inserito l'indirizzo di posta certificata
  5. Inserire il codice di controllo

In seguito sarà pubblicato, se presente, l'indirizzo di posta elettronica certificato della società

Gli indirizzi degli enti pubblici

Anche gli indirizzi di posta certificata degli enti sono raccolti e pubblicati sl sito internet. In questo caso alcuni enti non hanno ancora comunicato (o attivato) un proprio servizio di posta elettronica certificata. Per ricercare e consultare gli indirizzi basterà accedere al sito delle pubbliche amministrazioni.

 

Scadenza in vista per la PEC

La posta elettronica certificata diventa un obbligo per i professionisti. In un precedente articolo dal titolo posta elettronica certificata e professionisti mi sono soffermato sul funzionamento della PEC.

Comunicazione agli ALBI

I professionisti, con molta lentezza, si stanno attrezzando richiedendo la posta elettronica certificata anche se dagli albi sono evidenziate, ad oggi, percentuali molto basse di comunicazioni per un adempimento innovativo ed unico.

Alla luce di questi dati si può affermare che hanno operato bene quegli albi che hanno posto in essere convenzioni con i principali gestori di PEC per fornire ai loro associati la casella certificata.

Intanto entro il 29 novembre deve essere comunicata la PEC agli albi che non hanno posto in essere convenzioni anche se a tale obbligo non è collegata alcuna sanzione. Almeno per ora.

 

Il processo tributario ha subito sostanziali modifiche con le varie manovre che si sono succedute in questa calda estate 2011.

In questo sintetico riepilogo affronteremo le princiapli novità:

  • Obbligo di indicazione della PEC (posta elettronica certificata)
  • Il contributo unificato
  • Nota di iscrizione a ruolo.

Obbligo di indicazione della posta certificata

All’atto della presentazione del ricorso, tra gli elementi essenziali è da intendersi anche l’indicazione della posta elettronica certificata. Tale adempimento è necessario per i ricorsi in cui compare un professionista quale difensiore abilitato. L’eventuale inadempimento, come specificato dalla nuova normativa, non rappresenterà causa di inammissibilità.

Arriva il contributo unificato

Va in pensione l’imposta di bollo. Tale imposta sarà sostituita da un contributo unificato che riguarderà sia i ricorsi in commissione tributaria provinciale che regionale.

Gli importi sono suddivisi in scaglioni in base al valore della lite come evidenziato nel seguente prospetto:

Valore Lite Contributo dovuto
Fino ad € 2.582,28 € 30,00
Oltre € 2.582,28 fino ad € 5.000,00 € 60,00
Oltre € 5.000,00 fino ad € 25.000,00 € 120,00
Oltre € 25.000,00 fino ad € 75.000,00 € 250,00
Oltre € 75.000,00 fino ad € 200.000,00 € 500,00
Oltre € 200.000,00 € 1.500,00

Tale contributo potrà essere maggiorato se non ci sarà indicazione della pec nel ricorso.

Nota di iscrizione a ruolo

Come nel processo civile anche il processo tributario vedrà introdotto un nuovo adempimento a carico della parte ricorrente. Il fascicolo dovrà prevedere una nota di iscrizione a ruolo da compilarsi a cura del ricorrente e che comprenderà:

  • indicazione delle parti
  • indicazione del difensore
  • il motivo del contendere
  • il valore della controversia
  • la notifica del ricorso

In merito alla nota di iscrizione al ruolo si attendono le istruzioni pratiche e la modulistica da utilizzare.

Sul sito del ministero delle finanze sono state resi noti di due modelli di nota di iscrizione a ruolo sia per le CTP che le CTR che potete trovare di seguito.

Nota iscrizione ruolo_commissioni_tributarie_provinciale

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Nota iscrizione ruolo_commissione_tributaria_regionale

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Update - Edizione 2011

Pubblicata la nuova edizione 2011 della guida fiscale del contribuente.

Nuova edizione della guida fiscale

Come ogni anno, l'agenzia delle entrate ha pubblicato sul proprio sito l'annuario del contribuente per l'anno 2010.

Fisco Facile per famiglie

Ma non solo. Il volume è di facile consultazione, utile anche per i professionisti costretti a muoversi in una materia ampia e delicata.

Le novità del 2010

Ricca la sezione riservata ai nuovi servizi telematici. Inannzitutto CIVIS per la risoluzione delle controversie derivanti dai controlli formali sulle dichiarazioni dei redditi, poi la posta elettronica certificata per dialogare con l'agenzia. Di seguito il pdf dell'annuario da sfogliare.
Annuario del Contribuente

 

Si spostano in avanti i termini per le comunicazioni degli indirizzi di posta elettronica certificata.

Il decreto sulle semplificazioni, all' articolo 37 che rimanda al 30 giugno 2012 il termine per comunicare l’indirizzo PEC al Registro delle imprese, qualora non si fosse ancora provveduto.

La PEC al registro delle imprese

L'articolo dedicato su Codice Azienda spiega passo passo la procedura per la comunicazione telematica della PEC al registro delle imprese

In questa sede è necessario solo ricordare alcune cose: l'indirizzo PEC comunicato al registro delle imprese, va bene anche quello del professionista di fiducia, vale come domicilio telematico, sarà pubblicato sul sito del registro delle imprese e potrà essere utilizzato dagli enti pubblici per la notifica degli atti e potrà essere consultato come spiegato nel post dedicato.