\\ Blog: Cerca
Ricerca articoli per segreto bancario

Con la Manovra Monti diventano  più serrati i controlli per i contribuenti italiani. Quasi in silenzio è passato l'abolizione del segreto bancario: dal prossimo gennaio tutti gli intermediari finanziari dovranno trasmettere obbligatoriamente i dati dei conti corrente direttamente all'agenzia delle entrate che potranno scansionarli per ricostruire eventuali operazioni sospette dei contribuenti.

Cosa cambia con l'abolizione del segreto bancario

Il segreto bancario era rappresentato dalla comunicazione non automatica dei dati dei conti corrente all'amministrazione finanziaria. I dati venivano trasmessi solo in caso di accertamento e di particolari richieste da parte dell'Amministrazione. 

Con la Manovra Monti il cambiamento è sostanziale: tutti i dati relativi ad investimenti mobiliari e conti corrente saranno trasmessi automaticamente dagli intermediari finanziari all'Amministrazione.

Diventano in pratica serrati i controlli e più facilmente ricollegabili i dati dei conti corrente.

Molte più informazioni per i valori mobiliari

All'amministrazione finanziaria arriveranno:

  • dati di conti corrente
  • dati di polizze o altri investimenti presso compagnie assicurative
  • dati relativi ad investimenti in titoli

Ricostruire le situazioni finanziarie dei soggetti diventa molto più agevole per le amministrazioni che rafforzano le loro posizioni sfruttando anche strumenti collegati frutto della crisi:

  • Il nuovo redditometro che consente di ricostruire la capacità di spesa del soggetto
  • Il nuovo spesometro che prevede l'obbligo di comunicare all'amministrazione tutte le operazioni superiori ad € 3000,00 oltre l'IVA.

Doveroso ricordare che in caso di controllo dovrà essere il contribuente a provare i propri movimenti quindi diventa necesasrio un'attenta contabilità familiare conservando tutti i documenti relativi ad operazioni finanziarie.

I nuovi strumenti, aggressivi ma necessari, sono la conseguenza di anni di politica fiscale che ha trascurato eccessivamente le ricchezze finanziare a discapito dell'economia reale. In passato, in una fase economica meno turbolenta, un maggior controllo sulle ricchezze finanziare, avrebbe avuto ripercussioni positive in tema di economia reale e di lavoro consentendo una equa distribuzione tra redditi da lavoro e da capitale.

Ora, in piena crisi, i maggiori controlli finanziari avranno ripercussioni solamente negative che non saranno bilanciate da politiche fiscali volte a ridurre la tassazione sui lavoratori (autonomi o dipendenti).

Gli sbagli si pagano. Almeno li pagano i cittadini. Non i politici.Â