\\ Blog : Storico (inverti l'ordine)


Sfoglia in ordine cronologico i post di Codice Azienda

Contratti scritti e tempi certi per i prodotti agricoli

Il decreto Liberalizzazioni ha rivisto le norme applicabili ai contratti aventi ad oggetto i prodotti alimentari cercando di stabilire norme più eque e meno discriminatorie. Nonostante le molte questioni ancora aperte ed un decreto attuativo in allegato al presente articolo non esente da dubbi, parte le nuova disciplina. Di seguito i punti salienti.

prodotti alimentari nuove norme anche per il latte

Contratto scritto per i prodotti alimentari

Le nuove disposizioni dell'articolo 62 del decreto liberalizzazioni parlano chiaramente di contratto avente forma scritta per le cessioni di prodotti del settore agro alimentare (ad eccezione dei contratti stipulati con i consumatori finali). Il contratto prevede una serie di elementi essenziali imprescindibili che sono:

  • durata, quantità e caratteristiche del prodotto venduto;
  • modalità di consegna;
  • modalità di pagamento

La mancata stipula del contratto o la carenza di elementi essenziali è punti con la sanzione da 516 euro a 20.000 euro, per entrambe le parti inadempienti.

Con il contratto scritto si mira ed eliminare le asimmetrie presenti sul mercato agricolo vietando:

  • di imporre condizioni di acquisto e o di vendita ingiustificatamente gravose;
  • di applicare condizioni diverse per prestazioni simili;
  • di vincolare le compravendite a fatti o atti che non sono connessi con l'operazione;
  • di adottare condotte commerciali sleali.

Particolari disposizione sono previste per le operazioni di vendita istantanee o di tentata vendita che devono riportare la dicitura “Assolve gli obblighi di cui all'art. 62, comma 1, del DL 24.1.2012, n1, convertito con modificazioni dalla Legge 24.3.2012 n. 27” sul documento attestante l'operazione (sia fattura accompagnatoria, documento di trasporto o altro documento).

In caso di forma semplificata con fattura parlante sarà possibile integrare la fattura con le disposizione previste dalla nuova normativa ed il richiamo della precedente dicitura.

In caso di trattative,scambi di comunicazioni commerciali, ordini di acquisto o contratti quadro sarà possibile includere gli elementi in precedenza indicati per assolvere quanto previsto dalla nuova normativa

I pagamenti nel settore agro alimentare

La novità più rilevante riguarda proprio le nuove modalità di pagamento previste nel decreto liberalizzazioni che prevede per le forniture dei prodotti alimentari termini certi per i pagamenti con applicazione automatica degli interessi di mora in caso di ritardati pagamenti a facoltà del creditore. Il tasso, attualmente pari al 10% è calcolato sommando il tasso base BCE attualmente pari al 1%, la maggiorazione prevista dal D.lgs 231/2002 pari al 7% ed una maggiorazione del 2%.

Il termine di pagamento non è omogeneo per tutte le tipologie di prodotti alimentari ed in particolare:

  • per i prodotti deteriorabili (latte e prodotti con data di scadenza inferiore a 60 gg) entro 30 giorni dal ricevimento della fattura (spesso si arriva a sessanta giorni dalla cessione);
  • per i prodotti deteriorabili entro 60 giorni dal ricevimento della fattura (fino a 90 gg).

In caso di mancata certezza sul ricevimento della fattura i termini per il pagamento fanno riferimento alla data di consegna dei prodotti.

Il Decreto Legge denominato Crescita 2.0, pubblicato in gazzetta Ufficiale il 19 ottobre del 2012, introduce l'obbligo di PEC per tutte le imprese titolari di Partita IVA.

immagine posta elettronica certificata

L'utilizzo della posta elettronica certificata è considerata come uno strumento in grado di ridurre i costi per la pubblica amministrazione. Negli ultimi anni si sono susseguite una serie di provvedimenti che hanno favorito, ed a tratti obbligato, l'introduzione della PEC nella vita d'azienda.

La pec anche per le ditte individuali

Dopo le aziende organizzate in società anche le imprese individuali dovranno registrare un indirizzo di posta elettronica certificata. L'articolo 5 del decreto prevede che le imprese di nuova costituzione dovranno dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata da comunicare al registro delle imprese in fase di iscrizione.

Le imprese già attive avranno tempo fino al 31 dicembre 2013 per comunicare la PEC al registro delle imprese. Il governo ha puntato decisamente sulla PEC per snellire gli iter burocratici, ridurre i costi di gestione e di notifica e di stimolare gli imprenditori per un maggior utilizzo degli strumenti offerti dalla rete Internet.

Indice Nazionale delle PEC

Nello stesso decreto è previsto l'istituzione del nuovo Indice nazionale degli indirizzi PEC delle imprese e dei professionisti presso il Ministero dello sviluppo economico. Tale elenco sarà di pubblica consultazione ed agevolerà la presentazione di istanze, lo scambio di informazioni e documenti. Un archivio unico che raccoglierà anche gli indirizzi PEC dei liberi professionisti tenuti presso gli ordini ed i collegi professionali.

L’Agenzia delle Entrate amplia l'offerta dei servizi online e consente agli utenti di consultare le informazioni del titolare di una partita Iva registrata all’anagrafe tributaria.

il logo dell'agenzia delle entrate

Il servizio di verifica e controllo della Partita Iva online è ad accesso libero, non essendo necessaria alcuna registrazione.

Non solo Partita IVA

Inoltre vi è la possibilità di poter conoscere i dati identificativi del soggetto titolare. Questo è l'aspetto maggiormente interessante da un punto di vista operativo che consentirà di contrastare le frodi in materia di imposta sul valore aggiunto.

Per fruire della nuova applicazione basterà accedere sul sito dell’Agenzia delle Entrate nell’area Servizi online ed inserire nell’apposito campo il numero di partita Iva che si vuole controllare ed il codice di controllo forniti dall'applicazione per evitare abusi.

Il sistema fornisce le informazioni registrate in Anagrafe tributaria ed in particolare:

  • lo stato di attività della partita Iva inserita (attiva, sospesa o cessata),
  • la denominazione del soggetto o al cognome e nome della persona fisica titolare
  • la data di inizio attività
  • i periodi di eventuale sospensione e cessazione.

Non confondere con il VIES

Il nuovo servizio deve essere distinto da squello già attivo di controllo delle partite Iva comunitarie (Vies) e quello per la verifica del codice fiscale.

Aggiornamento Dichiarazione IMU

Sul sito del ministero del tesoro è stato pubblicato il modello ufficiale per la dichiarazione IMU con le relative istruzioni.


La bozza del modello di dichiarazione Imu è stata ufficialmente diffusa sul Ministero dell'Economia in attesa dell'approvazione definitiva che avverrà dopo il 19 ottobre. In questo periodo il modello è disponibile per la consultazione e per la proposizione di critiche ed osservazioni. Subito dopo sarà ufficializzato per consentire ai contribuenti di inoltrare la propria dichiarazione entro il 30 novembre.

imu sugli immobili la dichiarazione

Chi deve presentare la dichiarazione IMU

Il modello di dichiarazione IMU, simile al vecchio modello Ici, dovrà essere inoltrata quando si ha una variazione nella situazione degli immobili che comportano variazioni al calcolo del tributo. Non dovranno effettuare alcuna comunicazione coloro che non hanno variato la propria posizione rispetto all'ultima dichiarazione ai fini ICI che conserverà il proprio valore.

Tutti i dati gestiti attraverso il modello unico informatico (Mui) da parte dei notai saranno esentati dall'obbligo di dichiarazione in quanto i dati sono disponibili in via telematica ed accessibili dai Comuni.

Casi particolari per la presentazione della dichiarazione IMU

Per i coniugi legalmente separati, nel caso in cui le modificazioni soggettive e oggettive comportano una diversa determinazione del tributo dovuto, vanno portate a conoscenza dell’ente in quanto gli effetti della sentenza di separazione non è annotata nel registro dello stato civile ma comporta una diversa determinazione del tributo.

Per i beni merce, agevolabili dal regolamento comunale, la dichiarazione deve essere presentata solo nell'ipotesi in cui il comune abbia concretamente deliberato l'agevolazione.

Per gli immobili inagibili o inabitabili le riduzioni vanno dichiarate quando la determinazione ridotta dell'IMU viene meno ed il comune non dispone delle informazioni necessarie per verificare le condizioni richieste.

I fabbricati rurali non comportano obbligo di presentazione di comunicazione in quanto l'Agenzia del territorio rende disponibile ai comuni i dati necessari per l'accertamento.

La legge di stabilità varata in questi giorni è stata pubblicizzata come la prima manovra che prevede una riduzione delle imposte dirette. In particolare una riduzione dell'IRPEF per le prime due fasce di contribuenti IRPEF (dal 23 al 22 e dal 27 al 26).

L'effetto positivo derivante da una riduzione delle aliquote è compensato dall' aumento dell'IVA di un punto percentuale a partire dal prossimo luglio. Ma non solo.

Cambiano le detrazioni fiscali

In attesa dell'approvazione definitiva della legge di stabilità occorre soffermarsi anche sulle novità in merito alle detrazioni fiscali oggetto di una profonda rivisitazione.

La prima cosa da notare riguarda l'immediata riduzione delle detrazioni con efficacia retroattiva dal 2012 (statuto dei contribuenti!!!), mentre la riduzione delle aliquote si avrà solo a partire dal 2013 (salvo eventuali e futuri ripensamenti).

Analizzando in dettaglio le nuove norme sulle detrazioni si scoprono novità davvero poco entusiasmanti:

  • Tetto massimo per le detrazioni del 19% che non potranno superare i 3000 € di spese. Saranno salve le spese sanitarie;
  • In molti casi la franchigia è fissata in € 250,00 (anche per le spese sanitarie);
  • Deduzione degli importi trattenuti sulle polizze RCA a titolo di contributo ssn sol per importi superiore ai 40,00 €.

Anche se questa è solo una bozza, i commenti dei ministri interessati sembrano orientati a confermare in pieno il nuovo assetto delle detrazioni. Ovviamente queste sono in linea generale le misure previste nella legge di stabilità che sarà ora analizzata dal Parlamento prima dell'approvazione definitiva.

Il governo ha varato in nottata la legge di stabilità per il prossimo anno. Essa contiene una serie di misure fiscali ma non solo. Tra i punti l'aumento dell'IVA e la riduzione dell'IRPEF sono quelli che fanno notizia e sui cui bisogna fare alcune considerazioni.

carrelli vuoti dopo aumenti tasse sui consumi

Tassare i consumi

In un paese che non produce reddito la naturale conseguenza è lo spostamento della tassazione dai redditi ai consumi per poter mantenere stabili le entrate tributarie. Questa in estrema sintesi il contenuto della legge di stabilità.

Non sono bastati i sacrifici degli italiani per poter evitare l'aumento dell'IVA. Dal 10 all'11% e dal 21% al 22% a partire dal prossimo luglio. Un ulteriore aumento della tassazione indiretta, invisibile agli occhi ma non ai portafogli.

Meno IRPEF ma meno benefici

La riduzione del punto percentuale dell'IRPEF a partire dal prossimo anno non compenserà gli ulteriori aumenti dovuti alle nuove aliquote IVA e per molti cittadini lo scarto di un punto percentuale sarà integralmente risucchiato dai nuovi tetti previsti alle detrazioni fiscali (3000 €) e dall'aumento della tassazione sui canoni di locazione dall'85% al 95% introdotta con la riforma Fornero.

Ora la parola passa al Parlamento. Ma prima c'è di mezzo l'autunno. DI seguito il testo della legge di stabilità

Il team di adsense è sempre alla ricerca delle migliori soluzioni da offrire ai propri utenti. In questo mese adsense ha annunciato due novità:

  • Abbandono di adsense for feed
  • Lancio del formato lightbox

 logo di google adsense

L'abbandono di adsense for feed

Adsense per i feed è una soluzione pubblicitaria offerta da google per consentire agli editori di poter guadagnare tramite la diffusione del feed RSS. L'integrazione nel proprio feed rss di annunci pubblicitari doveva rappresentare un'opportunità di guadagno ma in molti casi (mio compreso) la presenza di annunci pubblicitari nei feed rss non si è mai trasformata in un incremento degli introiti pubblicitari.

Il comunicato del team di adsense è stato molto sintetico e privo di motivazioni. Ad una prima analisi possiamo esprimere le nostre opinioni:

  • Scarsa inerenza (dovuta anche ad uno scarso sviluppo di soluzioni ad hoc per i feed)
  • Scarso interesse di persone che seguono contenuti tramite i feed a cliccare su inserzioni pubblicitarie

Il nuovo formato lightbox

Un banner estensibile al passaggio del mouse. Uno spazio maggiore per catturare l'attenzione dell'utente con immagini e video. Dopo due secondi sull'area annuncio tradizionale, si attiva il nuovo lightbox con contenuti video o grafici. Al momento il nuovo formato è solo in fase di testing.

Il pagamento delle inserzioni sarà ad impression. Nonostante le perplessità degli inserzionisti, il team di adsense ha precisato che, da studi effettuati, il tempo di due secondi per l'attivazione del contenuto, azzera la probabilità di impression accidentali.

L'agenzia delle entrate ha intensificato i controlli sui rogiti stipulati nel 2011 relativi ad operazioni immobiliari.

immobili il valore per gli accertamenti

Alle sedi provinciali dell'agenzia delle entrate sono giunti gli atti da controllare ed eventualmente accertare. In particolar modo saranno sottoposti a controllo tutti gli atti per i quali il valore normale è superiore del 25% rispetto al valore contenuto nel rogito.

Valore normale degli immobili

Il concetto di valore normale alla base degli accertamenti è stato introdotto nell'ordinamento tributario italiano per evitare che i rogiti nascondessero il reale valore dell'immobile al fine di ridurre il gettito fiscale collegato a tali operazioni. In particolare la legge finanziaria del 2007 ha stabilito che al valore normale fosse attribuita una presunzione legale da porre alla base delle operazioni di controllo.

Il valore normale doveva essere inteso come quello alla base delle operazioni immobiliari ai fini delle imposte dirette ed indirette.

Il valore normale come presunzione semplice

La rigidità del meccanismo ha scatenato molte polemiche. Con la legge comunitaria 2008 al valore normale è stata attribuita una presunzione semplice ed in fase di accertamento è necessario un confronto con altri parametri prima giungere al valore definitivo oggetto dell'operazione immobiliare. Tra i parametri:

  • Perizie
  • confronto con immobili simili
  • stime di agenzia immobiliari
  • Dati dei comuni

Calcolo del valore normale

Per determinare il valore normale degli immobili in un determinato periodo si parte dai valori minimi e massimi espressi in €/mq rinvenibili nella banca dati dell'Osservatorio del mercato immobiliare (OMI) con riferimento alla provincia e zona di collocazione dell'immobile. Il valore è corretto con l'applicazione di un parametro k da che consente una più precisa individuazione del valore

Il metodo è illustrato in dettaglio nel provvedimento di seguito proposto.

Update dichiarazione IMU

 Il governo è intervenutoieri per stabilire le date di presentazione della dichiarazione IMU. La situazione è diventata imbarazzante, mancano regole. Nel CdM di ieri si è intervenuto proprio sulla necessità di chiarezza nei confronti dei contribuenti e dei professionisti interessati agli adempimenti che sono ancora poco chiari e privi di modulistica e regole. Proprio per stabilire regole certe il governo è intenzionato a spostare la scadenza al 30 novembre 2012.

L'ufficializzazione della proroga per la dichiarazione IMU ancora non è arrivata. La scadenza invece si. Siamo ormai ai primi di ottobre, termine stabilito per la presentazione delle dichiarazioni IMU in questa fase transitoria. 

Ovviamente manca il modello, mancano le istruzioni e manca soprattutto la proroga ufficiale.

Per tranquillizzare i cittadini è arrivato un comunicato stampa del MEF che ha confermato la proroga per la dichirazione IMU ed annunciato la pubblicazione a breve del modello e delle istruzioni. La nuova scadenza non è stata ancora ufficializzata e probabilmente dipenderà dalla data di pubblicazione del modello di dichiarazione IMU.

Il termine ordinario per la dichiarazione IMU

Resta confermato il termine ordinario di 90 giorni per la dichiarazione quando la procedura sarà completamente a regime. Come per la dichiarazione ICI anche ai fini IMU sarà necessario segnalare per ogni immobile le variazioni rilevanti ai fini della determinazione del tributo.

Il decreto sviluppo (D.L. 22 giugno 2012, n. 83 convertito nella L. 7 agosto 2012, n. 134), contiene una serie di misure urgenti per la crescita del paese ed ha previsto numerose novità per le imprese. In sintesi rivediamo le misure previste nel decreto che riguardano gli immobili.

IVA in edilizia

Mercato immobiliare

Il Decreto sviluppo ha apportato le seguenti principali modifiche alla disciplina IVA applicabile alle locazioni o cessioni di fabbricati.

Le imprese che hanno costruito fabbricati abitativi, o che vi hanno eseguito interventi di recupero (ristrutturazione, risanamento e restauro conservativo), potranno assoggettare a IVA la cessione anche dopo 5 anni dalla fine lavori, esercitando apposita opzione nell'atto di vendita; inoltre potranno, sempre su opzione, assoggettare a IVA le locazioni degli immobili da esse costruiti o ristrutturati.

Unica modifica rilevante introdotta in sede di conversione riguarda la cessione di fabbricati destinati ad alloggi sociali per i quali si applica l'IVA su opzione anche da parte di imprese diverse da quelle costruttrici.

Ristrutturazioni e interventi di risparmio energetico

Le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, la detrazione IRPEF del 36% è elevata al 50%, ed il tetto massimo aumentato a 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Dal 1° luglio 2013 il bonus fiscale tornerà a regime del 36% con un limite di spesa di 48.000 euro.

Per gli interventi di riqualificazione energetica la scadenza del 31 dicembre 2012 del 55% è stata prorogata al 30 giugno 2013.

Autorizzazioni edilizie

Sono semplificate ulteriormente le procedure per l'ottenimento di permessi edilizi. La Scia e la Dia potranno in via generale essere sostituite da atti e pareri formali con autocertificazioni di tecnici abilitati.

La responsabilità solidale dell'appaltatore

Ennesima modifica per la responsabilità solidale dell'appaltatore nel versamento delle ritenute e dell'IVA sulle prestazioni effettuate nell'ambito degli appalti e dei subappalti.

L'appaltatore risponde in solido con il subappaltatore per l'omesso versamento di quanto dovuto a titolo di ritenute sul lavoro dipendente ed IVA dovuta dal subappaltatore in relazione alle prestazioni eseguite nell'ambito dello specifico contratto di subappalto.

L'appaltatore, per porsi al riparo da proprie responsabilità, deve, prima di pagare il prezzo, verificare il corretto adempimento degli obblighi di versamento già scaduti.

Il committente principale verifica che l'appaltatore abbia eseguito correttamente i versamenti di ritenute e IVA e che lo stesso abbia acquisito documentazione circa il regolare versamento anche da parte di eventuali subappaltatori.

Qualora il committente non ottiene la documentazione attestante l'avvenuto assolvimento degli adempimenti contributivi e tributari, sospende il pagamento sino alla esibizione della relativa documentazione. In caso di inosservanza degli obblighi di preventiva verifica, il committente subisce una sanzione amministrativa da 5.000 a 200.000 euro.

 

Codice Azienda: Internet per imprese e professionisti
\\ Blog : Storico (inverti l'ordine)


Sfoglia in ordine cronologico i post di Codice Azienda

Contratti scritti e tempi certi per i prodotti agricoli

Il decreto Liberalizzazioni ha rivisto le norme applicabili ai contratti aventi ad oggetto i prodotti alimentari cercando di stabilire norme più eque e meno discriminatorie. Nonostante le molte questioni ancora aperte ed un decreto attuativo in allegato al presente articolo non esente da dubbi, parte le nuova disciplina. Di seguito i punti salienti.

prodotti alimentari nuove norme anche per il latte

Contratto scritto per i prodotti alimentari

Le nuove disposizioni dell'articolo 62 del decreto liberalizzazioni parlano chiaramente di contratto avente forma scritta per le cessioni di prodotti del settore agro alimentare (ad eccezione dei contratti stipulati con i consumatori finali). Il contratto prevede una serie di elementi essenziali imprescindibili che sono:

  • durata, quantità e caratteristiche del prodotto venduto;
  • modalità di consegna;
  • modalità di pagamento

La mancata stipula del contratto o la carenza di elementi essenziali è punti con la sanzione da 516 euro a 20.000 euro, per entrambe le parti inadempienti.

Con il contratto scritto si mira ed eliminare le asimmetrie presenti sul mercato agricolo vietando:

  • di imporre condizioni di acquisto e o di vendita ingiustificatamente gravose;
  • di applicare condizioni diverse per prestazioni simili;
  • di vincolare le compravendite a fatti o atti che non sono connessi con l'operazione;
  • di adottare condotte commerciali sleali.

Particolari disposizione sono previste per le operazioni di vendita istantanee o di tentata vendita che devono riportare la dicitura “Assolve gli obblighi di cui all'art. 62, comma 1, del DL 24.1.2012, n1, convertito con modificazioni dalla Legge 24.3.2012 n. 27” sul documento attestante l'operazione (sia fattura accompagnatoria, documento di trasporto o altro documento).

In caso di forma semplificata con fattura parlante sarà possibile integrare la fattura con le disposizione previste dalla nuova normativa ed il richiamo della precedente dicitura.

In caso di trattative,scambi di comunicazioni commerciali, ordini di acquisto o contratti quadro sarà possibile includere gli elementi in precedenza indicati per assolvere quanto previsto dalla nuova normativa

I pagamenti nel settore agro alimentare

La novità più rilevante riguarda proprio le nuove modalità di pagamento previste nel decreto liberalizzazioni che prevede per le forniture dei prodotti alimentari termini certi per i pagamenti con applicazione automatica degli interessi di mora in caso di ritardati pagamenti a facoltà del creditore. Il tasso, attualmente pari al 10% è calcolato sommando il tasso base BCE attualmente pari al 1%, la maggiorazione prevista dal D.lgs 231/2002 pari al 7% ed una maggiorazione del 2%.

Il termine di pagamento non è omogeneo per tutte le tipologie di prodotti alimentari ed in particolare:

  • per i prodotti deteriorabili (latte e prodotti con data di scadenza inferiore a 60 gg) entro 30 giorni dal ricevimento della fattura (spesso si arriva a sessanta giorni dalla cessione);
  • per i prodotti deteriorabili entro 60 giorni dal ricevimento della fattura (fino a 90 gg).

In caso di mancata certezza sul ricevimento della fattura i termini per il pagamento fanno riferimento alla data di consegna dei prodotti.

Il Decreto Legge denominato Crescita 2.0, pubblicato in gazzetta Ufficiale il 19 ottobre del 2012, introduce l'obbligo di PEC per tutte le imprese titolari di Partita IVA.

immagine posta elettronica certificata

L'utilizzo della posta elettronica certificata è considerata come uno strumento in grado di ridurre i costi per la pubblica amministrazione. Negli ultimi anni si sono susseguite una serie di provvedimenti che hanno favorito, ed a tratti obbligato, l'introduzione della PEC nella vita d'azienda.

La pec anche per le ditte individuali

Dopo le aziende organizzate in società anche le imprese individuali dovranno registrare un indirizzo di posta elettronica certificata. L'articolo 5 del decreto prevede che le imprese di nuova costituzione dovranno dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata da comunicare al registro delle imprese in fase di iscrizione.

Le imprese già attive avranno tempo fino al 31 dicembre 2013 per comunicare la PEC al registro delle imprese. Il governo ha puntato decisamente sulla PEC per snellire gli iter burocratici, ridurre i costi di gestione e di notifica e di stimolare gli imprenditori per un maggior utilizzo degli strumenti offerti dalla rete Internet.

Indice Nazionale delle PEC

Nello stesso decreto è previsto l'istituzione del nuovo Indice nazionale degli indirizzi PEC delle imprese e dei professionisti presso il Ministero dello sviluppo economico. Tale elenco sarà di pubblica consultazione ed agevolerà la presentazione di istanze, lo scambio di informazioni e documenti. Un archivio unico che raccoglierà anche gli indirizzi PEC dei liberi professionisti tenuti presso gli ordini ed i collegi professionali.

L’Agenzia delle Entrate amplia l'offerta dei servizi online e consente agli utenti di consultare le informazioni del titolare di una partita Iva registrata all’anagrafe tributaria.

il logo dell'agenzia delle entrate

Il servizio di verifica e controllo della Partita Iva online è ad accesso libero, non essendo necessaria alcuna registrazione.

Non solo Partita IVA

Inoltre vi è la possibilità di poter conoscere i dati identificativi del soggetto titolare. Questo è l'aspetto maggiormente interessante da un punto di vista operativo che consentirà di contrastare le frodi in materia di imposta sul valore aggiunto.

Per fruire della nuova applicazione basterà accedere sul sito dell’Agenzia delle Entrate nell’area Servizi online ed inserire nell’apposito campo il numero di partita Iva che si vuole controllare ed il codice di controllo forniti dall'applicazione per evitare abusi.

Il sistema fornisce le informazioni registrate in Anagrafe tributaria ed in particolare:

  • lo stato di attività della partita Iva inserita (attiva, sospesa o cessata),
  • la denominazione del soggetto o al cognome e nome della persona fisica titolare
  • la data di inizio attività
  • i periodi di eventuale sospensione e cessazione.

Non confondere con il VIES

Il nuovo servizio deve essere distinto da squello già attivo di controllo delle partite Iva comunitarie (Vies) e quello per la verifica del codice fiscale.

Aggiornamento Dichiarazione IMU

Sul sito del ministero del tesoro è stato pubblicato il modello ufficiale per la dichiarazione IMU con le relative istruzioni.


La bozza del modello di dichiarazione Imu è stata ufficialmente diffusa sul Ministero dell'Economia in attesa dell'approvazione definitiva che avverrà dopo il 19 ottobre. In questo periodo il modello è disponibile per la consultazione e per la proposizione di critiche ed osservazioni. Subito dopo sarà ufficializzato per consentire ai contribuenti di inoltrare la propria dichiarazione entro il 30 novembre.

imu sugli immobili la dichiarazione

Chi deve presentare la dichiarazione IMU

Il modello di dichiarazione IMU, simile al vecchio modello Ici, dovrà essere inoltrata quando si ha una variazione nella situazione degli immobili che comportano variazioni al calcolo del tributo. Non dovranno effettuare alcuna comunicazione coloro che non hanno variato la propria posizione rispetto all'ultima dichiarazione ai fini ICI che conserverà il proprio valore.

Tutti i dati gestiti attraverso il modello unico informatico (Mui) da parte dei notai saranno esentati dall'obbligo di dichiarazione in quanto i dati sono disponibili in via telematica ed accessibili dai Comuni.

Casi particolari per la presentazione della dichiarazione IMU

Per i coniugi legalmente separati, nel caso in cui le modificazioni soggettive e oggettive comportano una diversa determinazione del tributo dovuto, vanno portate a conoscenza dell’ente in quanto gli effetti della sentenza di separazione non è annotata nel registro dello stato civile ma comporta una diversa determinazione del tributo.

Per i beni merce, agevolabili dal regolamento comunale, la dichiarazione deve essere presentata solo nell'ipotesi in cui il comune abbia concretamente deliberato l'agevolazione.

Per gli immobili inagibili o inabitabili le riduzioni vanno dichiarate quando la determinazione ridotta dell'IMU viene meno ed il comune non dispone delle informazioni necessarie per verificare le condizioni richieste.

I fabbricati rurali non comportano obbligo di presentazione di comunicazione in quanto l'Agenzia del territorio rende disponibile ai comuni i dati necessari per l'accertamento.

La legge di stabilità varata in questi giorni è stata pubblicizzata come la prima manovra che prevede una riduzione delle imposte dirette. In particolare una riduzione dell'IRPEF per le prime due fasce di contribuenti IRPEF (dal 23 al 22 e dal 27 al 26).

L'effetto positivo derivante da una riduzione delle aliquote è compensato dall' aumento dell'IVA di un punto percentuale a partire dal prossimo luglio. Ma non solo.

Cambiano le detrazioni fiscali

In attesa dell'approvazione definitiva della legge di stabilità occorre soffermarsi anche sulle novità in merito alle detrazioni fiscali oggetto di una profonda rivisitazione.

La prima cosa da notare riguarda l'immediata riduzione delle detrazioni con efficacia retroattiva dal 2012 (statuto dei contribuenti!!!), mentre la riduzione delle aliquote si avrà solo a partire dal 2013 (salvo eventuali e futuri ripensamenti).

Analizzando in dettaglio le nuove norme sulle detrazioni si scoprono novità davvero poco entusiasmanti:

  • Tetto massimo per le detrazioni del 19% che non potranno superare i 3000 € di spese. Saranno salve le spese sanitarie;
  • In molti casi la franchigia è fissata in € 250,00 (anche per le spese sanitarie);
  • Deduzione degli importi trattenuti sulle polizze RCA a titolo di contributo ssn sol per importi superiore ai 40,00 €.

Anche se questa è solo una bozza, i commenti dei ministri interessati sembrano orientati a confermare in pieno il nuovo assetto delle detrazioni. Ovviamente queste sono in linea generale le misure previste nella legge di stabilità che sarà ora analizzata dal Parlamento prima dell'approvazione definitiva.

Il governo ha varato in nottata la legge di stabilità per il prossimo anno. Essa contiene una serie di misure fiscali ma non solo. Tra i punti l'aumento dell'IVA e la riduzione dell'IRPEF sono quelli che fanno notizia e sui cui bisogna fare alcune considerazioni.

carrelli vuoti dopo aumenti tasse sui consumi

Tassare i consumi

In un paese che non produce reddito la naturale conseguenza è lo spostamento della tassazione dai redditi ai consumi per poter mantenere stabili le entrate tributarie. Questa in estrema sintesi il contenuto della legge di stabilità.

Non sono bastati i sacrifici degli italiani per poter evitare l'aumento dell'IVA. Dal 10 all'11% e dal 21% al 22% a partire dal prossimo luglio. Un ulteriore aumento della tassazione indiretta, invisibile agli occhi ma non ai portafogli.

Meno IRPEF ma meno benefici

La riduzione del punto percentuale dell'IRPEF a partire dal prossimo anno non compenserà gli ulteriori aumenti dovuti alle nuove aliquote IVA e per molti cittadini lo scarto di un punto percentuale sarà integralmente risucchiato dai nuovi tetti previsti alle detrazioni fiscali (3000 €) e dall'aumento della tassazione sui canoni di locazione dall'85% al 95% introdotta con la riforma Fornero.

Ora la parola passa al Parlamento. Ma prima c'è di mezzo l'autunno. DI seguito il testo della legge di stabilità

Il team di adsense è sempre alla ricerca delle migliori soluzioni da offrire ai propri utenti. In questo mese adsense ha annunciato due novità:

  • Abbandono di adsense for feed
  • Lancio del formato lightbox

 logo di google adsense

L'abbandono di adsense for feed

Adsense per i feed è una soluzione pubblicitaria offerta da google per consentire agli editori di poter guadagnare tramite la diffusione del feed RSS. L'integrazione nel proprio feed rss di annunci pubblicitari doveva rappresentare un'opportunità di guadagno ma in molti casi (mio compreso) la presenza di annunci pubblicitari nei feed rss non si è mai trasformata in un incremento degli introiti pubblicitari.

Il comunicato del team di adsense è stato molto sintetico e privo di motivazioni. Ad una prima analisi possiamo esprimere le nostre opinioni:

  • Scarsa inerenza (dovuta anche ad uno scarso sviluppo di soluzioni ad hoc per i feed)
  • Scarso interesse di persone che seguono contenuti tramite i feed a cliccare su inserzioni pubblicitarie

Il nuovo formato lightbox

Un banner estensibile al passaggio del mouse. Uno spazio maggiore per catturare l'attenzione dell'utente con immagini e video. Dopo due secondi sull'area annuncio tradizionale, si attiva il nuovo lightbox con contenuti video o grafici. Al momento il nuovo formato è solo in fase di testing.

Il pagamento delle inserzioni sarà ad impression. Nonostante le perplessità degli inserzionisti, il team di adsense ha precisato che, da studi effettuati, il tempo di due secondi per l'attivazione del contenuto, azzera la probabilità di impression accidentali.

L'agenzia delle entrate ha intensificato i controlli sui rogiti stipulati nel 2011 relativi ad operazioni immobiliari.

immobili il valore per gli accertamenti

Alle sedi provinciali dell'agenzia delle entrate sono giunti gli atti da controllare ed eventualmente accertare. In particolar modo saranno sottoposti a controllo tutti gli atti per i quali il valore normale è superiore del 25% rispetto al valore contenuto nel rogito.

Valore normale degli immobili

Il concetto di valore normale alla base degli accertamenti è stato introdotto nell'ordinamento tributario italiano per evitare che i rogiti nascondessero il reale valore dell'immobile al fine di ridurre il gettito fiscale collegato a tali operazioni. In particolare la legge finanziaria del 2007 ha stabilito che al valore normale fosse attribuita una presunzione legale da porre alla base delle operazioni di controllo.

Il valore normale doveva essere inteso come quello alla base delle operazioni immobiliari ai fini delle imposte dirette ed indirette.

Il valore normale come presunzione semplice

La rigidità del meccanismo ha scatenato molte polemiche. Con la legge comunitaria 2008 al valore normale è stata attribuita una presunzione semplice ed in fase di accertamento è necessario un confronto con altri parametri prima giungere al valore definitivo oggetto dell'operazione immobiliare. Tra i parametri:

  • Perizie
  • confronto con immobili simili
  • stime di agenzia immobiliari
  • Dati dei comuni

Calcolo del valore normale

Per determinare il valore normale degli immobili in un determinato periodo si parte dai valori minimi e massimi espressi in €/mq rinvenibili nella banca dati dell'Osservatorio del mercato immobiliare (OMI) con riferimento alla provincia e zona di collocazione dell'immobile. Il valore è corretto con l'applicazione di un parametro k da che consente una più precisa individuazione del valore

Il metodo è illustrato in dettaglio nel provvedimento di seguito proposto.

Update dichiarazione IMU

 Il governo è intervenutoieri per stabilire le date di presentazione della dichiarazione IMU. La situazione è diventata imbarazzante, mancano regole. Nel CdM di ieri si è intervenuto proprio sulla necessità di chiarezza nei confronti dei contribuenti e dei professionisti interessati agli adempimenti che sono ancora poco chiari e privi di modulistica e regole. Proprio per stabilire regole certe il governo è intenzionato a spostare la scadenza al 30 novembre 2012.

L'ufficializzazione della proroga per la dichiarazione IMU ancora non è arrivata. La scadenza invece si. Siamo ormai ai primi di ottobre, termine stabilito per la presentazione delle dichiarazioni IMU in questa fase transitoria. 

Ovviamente manca il modello, mancano le istruzioni e manca soprattutto la proroga ufficiale.

Per tranquillizzare i cittadini è arrivato un comunicato stampa del MEF che ha confermato la proroga per la dichirazione IMU ed annunciato la pubblicazione a breve del modello e delle istruzioni. La nuova scadenza non è stata ancora ufficializzata e probabilmente dipenderà dalla data di pubblicazione del modello di dichiarazione IMU.

Il termine ordinario per la dichiarazione IMU

Resta confermato il termine ordinario di 90 giorni per la dichiarazione quando la procedura sarà completamente a regime. Come per la dichiarazione ICI anche ai fini IMU sarà necessario segnalare per ogni immobile le variazioni rilevanti ai fini della determinazione del tributo.

Il decreto sviluppo (D.L. 22 giugno 2012, n. 83 convertito nella L. 7 agosto 2012, n. 134), contiene una serie di misure urgenti per la crescita del paese ed ha previsto numerose novità per le imprese. In sintesi rivediamo le misure previste nel decreto che riguardano gli immobili.

IVA in edilizia

Mercato immobiliare

Il Decreto sviluppo ha apportato le seguenti principali modifiche alla disciplina IVA applicabile alle locazioni o cessioni di fabbricati.

Le imprese che hanno costruito fabbricati abitativi, o che vi hanno eseguito interventi di recupero (ristrutturazione, risanamento e restauro conservativo), potranno assoggettare a IVA la cessione anche dopo 5 anni dalla fine lavori, esercitando apposita opzione nell'atto di vendita; inoltre potranno, sempre su opzione, assoggettare a IVA le locazioni degli immobili da esse costruiti o ristrutturati.

Unica modifica rilevante introdotta in sede di conversione riguarda la cessione di fabbricati destinati ad alloggi sociali per i quali si applica l'IVA su opzione anche da parte di imprese diverse da quelle costruttrici.

Ristrutturazioni e interventi di risparmio energetico

Le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, la detrazione IRPEF del 36% è elevata al 50%, ed il tetto massimo aumentato a 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Dal 1° luglio 2013 il bonus fiscale tornerà a regime del 36% con un limite di spesa di 48.000 euro.

Per gli interventi di riqualificazione energetica la scadenza del 31 dicembre 2012 del 55% è stata prorogata al 30 giugno 2013.

Autorizzazioni edilizie

Sono semplificate ulteriormente le procedure per l'ottenimento di permessi edilizi. La Scia e la Dia potranno in via generale essere sostituite da atti e pareri formali con autocertificazioni di tecnici abilitati.

La responsabilità solidale dell'appaltatore

Ennesima modifica per la responsabilità solidale dell'appaltatore nel versamento delle ritenute e dell'IVA sulle prestazioni effettuate nell'ambito degli appalti e dei subappalti.

L'appaltatore risponde in solido con il subappaltatore per l'omesso versamento di quanto dovuto a titolo di ritenute sul lavoro dipendente ed IVA dovuta dal subappaltatore in relazione alle prestazioni eseguite nell'ambito dello specifico contratto di subappalto.

L'appaltatore, per porsi al riparo da proprie responsabilità, deve, prima di pagare il prezzo, verificare il corretto adempimento degli obblighi di versamento già scaduti.

Il committente principale verifica che l'appaltatore abbia eseguito correttamente i versamenti di ritenute e IVA e che lo stesso abbia acquisito documentazione circa il regolare versamento anche da parte di eventuali subappaltatori.

Qualora il committente non ottiene la documentazione attestante l'avvenuto assolvimento degli adempimenti contributivi e tributari, sospende il pagamento sino alla esibizione della relativa documentazione. In caso di inosservanza degli obblighi di preventiva verifica, il committente subisce una sanzione amministrativa da 5.000 a 200.000 euro.