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Ci si può rifiutare di svolgere il prelievo ematico richiesto dagli agenti operanti per verificare l’eventuale guida in stato di ebbrezza ai sensi dell’art. 186 del codice della strada, nel caso in cui la persona coinvolta in un incidente stradale non necessiti di cure mediche?A questo link trovi tutte le informazioni in merito alla  guida in stato di ebbrezza

Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione penale (cfr. Cass. Pen., sez. IV, sentenza n. 10146 del 15/12/2020 confermata da Cass. Pen., sez. IV, Sentenza n. 46148 del 15/10/2021) chi si rifiuta, in questo caso, non incorre nelle sanzioni previste dal codice della strada.

Nello specifico, un motociclista aveva avuto un incidente stradale ed i carabinieri, arrivati sul posto, rilevavano che presentava i sintomi tipici dello stato di ebbrezza e per tale motivo, non disponendo di etilometro, gli chiedevano di sottoporsi ad accertamento mediante prelievo ematico presso il vicino ospedale di Cervia.

Il centauro inizialmente accondiscendeva all’accertamento, ma la struttura sanitaria di Cervia indirizzava gli agenti operanti presso l’ospedale di Ravenna per l’esecuzione del prelievo. Una volta giunti presso la seconda struttura ospedaliera il motociclista rifiutava di sottoporsi all’accertamento per guida in stato di ebbrezza e per questo motivo veniva denunciato per il reato di cui all’art. 186, comma 7 del codice della strada (guida sotto l’influenza dell’alcool) rischiando delle gravi sanzioni quali l’arresto, l’ammenda, la sospensione o la revoca della patente e la confisca del veicolo.

Il motociclista, del resto, veniva condannato in primo e secondo grado dal giudice penale, prima che il caso giungesse alla Suprema Corte di Cassazione.

In tale sede veniva fatto rilevare come l’art. 186 del codice della strada punisce solamente chi si rifiuta di sottoporsi: a) agli accertamenti mediante etilometro; b) agli esami preliminari c.d. di screening, ad esempio, con il c.d. precursore; c) agli accertamenti svolti, su richiesta della polizia giudiziaria, dalle strutture sanitarie alle cui cure mediche siano sottoposti i conducenti coinvolti in sinistri stradali.

Nel caso affrontato, poichè il motociclista non doveva sottoporsi a delle cure mediche e l’accertamento si sarebbe dovuto svolgere con prelievo ematico, la Cassazione annullava la precedente sentenza di condanna e lo assolveva perché il fatto non sussiste in considerazione del fatto che la legge non prevede alcun obbligo in tal senso.