Foto di: Thomas Hawk
Prima i mutui, adesso in aumento i prestiti a imprese e famiglie: l’ABI sostiene che le banche stanno facendo quello che ci si aspetta da loro.
Foto di: Thomas Hawk
Al giorno d’oggi le rose costan care. Una canzone degli anni Novanta diceva più o meno così. E costano care anche oggi. Anzi, soprattutto oggi. Neanche i venditori ambulanti di fiori se la passano bene. Non ci si mette certo a comprare fiori se quando si ha la necessità di fare una spesa imprevista la maggior parte degli italiani si trova in difficoltà. Ma non bisogna temere quando ci si trova in questa situazione, perché facendo un paragone tra i migliori prestiti offerti dagli istituti di credito italiani si riuscirà a trovare il giusto compromesso che ci permetta poi di restituire agevolmente la somma che ci è stata accordata. E anche di comprare i fiori.
Ed è proprio il momento giusto per chiedere un prestito se ce lo conferma addirittura l’Associazione Bancaria Italiana. Infatti, secondo il suo presidente Antonio Patuelli, i dati relativi alla concessione di prestito sono positivi e stanno seguendo il trend dell’aumento nell’erogazione di mutui, notizia che ormai è risaputa e accertata. Patuelli ci tiene a precisare però che i mutui non riescono a superare la crisi da soli. Ma il segnale positivo è dato dal fatto che, oltre a questo, siano in aumento i prestiti a imprese e famiglie.
Prima ci si lamentava del fatto che le banche non concedessero prestiti, adesso invece che i finanziamenti sono troppo bassi. In realtà questo non è del tutto vero. Infatti, se è vero che le condizioni sono più rigide sia per i clienti che per le banche, i numeri parlano chiaro mostrando come in Italia le cifre relative ai prestiti superino di 100 miliardi di euro la raccolta bancaria. E quindi è chiaro che sono in aumento i prestiti a imprese e famiglie.
Si tenga presente che in 5 anni l’aumento di capitale è stato di 45 miliardi, con una crescita nel solo 2014 di 11,5 miliardi di euro. Sono dati che senza ombra di dubbio attestano come le banche abbiano veramente la capacità di fare più prestiti. Ovviamente si sta parlando degli istituti che hanno indici patrimoniali solidi e non si trovano in difficoltà a concedere finanziamenti.
Nonostante nelle ultime settimane abbiamo letto dappertutto che alcune cose stanno andando meglio, si vedano appunto l’aumento di prestiti e di mutui, la crisi non è ancora finita. Ma non bisogna disperare. Il presidente dell’ABI infatti ci rassicura dicendo che non ci si deve rassegnare né pensare di doversi abituare ad un situazione di crisi senza fine. Se ci si muove nel modo giusto, andando quindi a risolvere il debito pubblico e gli scarsi livelli di efficienza e produttività dell’Italia rispetto al resto dell’Europa, si troverà sicuramente una soluzione.
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