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Imprese, il digital divide è ancora un problema

La digitalizzazione delle imprese ormai non è solo un trend, quanto piuttosto un must, un obbligo per riuscire a competere su ogni tipo di mercato: eppure, la diffusione della Rete nel nostro Paese prosegue ancora a singhiozzo, lontano dagli standard europei e con forti differenze a livello territoriale. Insomma, scontiamo ancora un problema di digital divide.

 

Internet entra in azienda

Nell’ultimo rapporto dell’Agcom, nel contesto attuale più del 90 per cento delle PMI ha almeno un accesso a Internet e nel 70 per cento dei casi sfrutta la connessione attraverso WiFi; tuttavia, non ci sono riferimenti specifici alla velocità di connessione, che è il nuovo parametro minimo per poter definire “efficace” ed “efficiente” questa infrastruttura.

 

Velocità troppo bassa



Anzi, la classifica di Akamai sulla velocità di Internet nel mondo mette l’Italia appena al 61esimo posto assoluto, con un dato medio di 9,2 Mbps. Allo stesso tempo, la tecnologia high broadband, ovvero superiore ai 10 Mbps, è presente soltanto in un caso su quattro, mentre per fare un paragone in Svizzera si contano il 75 per cento di accessi ultra veloci.

 

Trovare il giusto provider

Per le imprese, dunque, velocità ed efficienza della connessione sono fattori fondamentali sia per garantire stabilità alla propria Rete interna (per garantire l’accesso da vari punti e postazioni), sia per operare con il proprio sito o il portale eCommerce; diventa perciò importante scegliere il giusto provider fornitore di servizi, verificando anche la copertura Adsl che è in grado di assicurare. Negli ultimi anni si sta facendo strada la proposta commerciale di Eolo, azienda che ha da poco festeggiato i dieci anni e che è nata dall’intuizione di Luca Spada, che si trovava a fronteggiare proprio un problema di digital divide.

 

Eolo contro il digital divide



Era il 2006 quando il fondatore (e attuale amministratore delegato) di Eolo faceva i conti con l’assenza di copertura Adsl nella sua abitazione in provincia di Varese: una situazione condivisa con tanti abitanti e imprese del vicino territorio, che convinse Spada a puntare su una connessione alternativa. Utilizzando apparati radio, l’intraprendente imprenditore aveva gettato le basi della futura società e del suo futuro business.

 

Numeri importanti per l’azienda

Oggi Eolo è la più estesa e ramificata rete di accesso a banda ultra larga alternativa a Telecom Italia, con oltre 220 mila clienti attivi e un tasso di crescita che vede l’ingresso di oltre quattromila nuovi clienti al mese; un momento d’oro anche per i fatturati aziendali, con i ricavi previsti per l’anno in corso che dovrebbero essere superiori a 40 milioni di euro (incremento del 20 per cento rispetto al 2016), grazie anche a un piano di investimenti strategici per implementare la rete.

 

Internet nell’era di Industria 4.0

Grazie alle peculiarità della sua infrastruttura, che non prevede installazioni né necessita di particolari interventi tecnici, Eolo può rappresentare un importante partner per le piccole e medie imprese italiane, ancora troppo distanti dalle opportunità di un buon livello di digitalizzazione. La crescita (dimensionale e produttiva) delle aziende passa infatti anche tecnologie Ict, protagoniste centrali del nuovo corso di Industria 4.0, il piano che dovrebbe “rivoluzionare” il sistema produttivo del nostro Paese e di tutto il Mondo.

 

Superare il digital divide

Eppure, come evidenziato da recenti ricerche, sono ancora troppo diffuse ed estese le aree non coperte dalla connessione a Internet, nonostante vari piani messi a punto dai Governi: in Italia l’80 per cento delle zone industriali si trova in aree colpite da digital divide, con i distretti industriali che sono solo di rado raggiunti dalla banda ultra-larga, al punto che circa il 20 per cento delle aziende nostrane non è neppure digitalizzata.

Carmine Di Donato

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