Foto di Ryan McGuire
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Dal 15 settembre è aperta la fase preparatoria per l’accesso al credito di imposta per alberghi che hanno effettuato operazioni per la riqualificazione e l’accessibilità in riferimento alle spese sostenute per l’anno 2014. La procedura seguirà più fasi soprattutto online.
Il credito di imposta per alberghi è destinato alle strutture alberghiere intese in senso ampio includendo oltre gli alberghi anche villaggi, residenze turistico-alberghiere, alberghi diffusi, e tutte le strutture individuate come tali dalle specifiche normative regionali, che effettuano interventi di riqualificazione edilizia, abbattimento delle barriere architettoniche, incremento dell’efficienza energetica o anche spese per acquisto di mobili e componenti d’arredo destinati esclusivamente alle strutture alberghiere.
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In questa fase preparatoria, l’impresa dovrà registrarsi sul del Portale dei Procedimenti del ministero dei Beni Culturali per ottenere i codici di accesso con i quali, poi, compilare l’istanza con le relative attestazioni di spese sostenute.
La seconda fase per la richiesta del credito di imposta sarà compresa tra il 12 ed il 15 ottobre prossimo. i codici di accesso ottenuti in fase di registrazione consentiranno la compilazione dell’istanza con le relative attestazioni di spese sostenute. Poi la pratica andrà salvata, firmata digitalmente e inviata a partire:
Nel credito di imposta per gli alberghi giocherà un ruolo importante anche il Consulente del Lavoro in merito alla certificazione delle spese che in questo modo eviterà di dover allegare tutta la documentazione alla pratica per la richiesta del credito di imposta.
Il credito di imposta per alberghi avrà fondi dedicati su base annuale in base al seguente elenco:
Le agevolazioni saranno utilizzabili mediante compensazione sul modello f24. Il credito riconosciuto potrà essere utilizzato nei dieci anni successivi.
È utile ricordare che il credito di imposta per alberghi non è cumulabile con altre misure, è pari al 30% delle spese agevolabili, con un limite di investimento pari a 666.667.
Qualificandosi come aiuto di stato, è necessario il rispetto della regola del “De Minimis” che stabilisce il limite, per ogni singola impresa, di 200 mila euro di aiuti ottenibili, compresi quelli relativi al riconoscimento del credito d’imposta.
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