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In una nota, il Tesoro ha spiegato nel dettaglio tutte le novità relative ai CTz e ai BTp in asta. In particolare, evidenzia che sarà offerta la dodicesima tranche del BTp-i a 5 anni con scadenza il 15 maggio 2022 e la quattordicesima tranche del BTp-i a 15 anni con scadenza il 15 settembre 2032. I due saranno in offerta congiunta per un importo compreso tra l’1 e l’1,5 miliardi. Sarà messa all’asta anche la nona tranche del CTz a 24 mesi con scadenza il 30 maggio 2019, per un importo compreso tra 1 e 1,5 miliardi di euro. Il regolamento dell’asta cade sul prossimo 28 settembre.
Il sito di Borsaitaliana offre un approfondimento interessante sui soggetti messi in asta dal tesoro. I BTp, buoni del Tesoro poliennali, si legge “sono titoli di credito a medio-lungo termine emessi dal Tesoro con scadenza pari a 3, 5, 7,10, 15 e 30 anni. L’investitore riceve durante la vita dell’obbligazione un flusso cedolare costante e alla scadenza una somma di denaro pari al valore nominale dei titoli posseduti”. I CTz, invece, sono Certificati del Tesoro Zero Coupon, emessi a partire dal 1995. “Si tratta, di un titolo, della durata di 24 mesi, che non prevede il pagamento di cedole periodiche a favore dei sottoscrittori ed il cui rendimento viene determinato sulla base della differenza tra valore nominale e prezzo di emissione (sotto la pari). Dal rendimento lordo così determinato deve essere sottratta la ritenuta fiscale, attualmente pari al 12.5 per cento).
I buoni del Tesoro, da sempre, sono tra gli investimenti preferiti degli italiani. Rassicuranti anche se dal rendimento non particolarmente elevato. La vendita dei BTP 2037, ad esempio, sui quali è possibile sapere di più grazie all’articolo di grande interesse pubblicato dal portale FissoValeriabile.it, così come quella dei BTp 2033, i Buoni del Tesoro a scadenza più elevata, è stata di recente un successo. Si tratta, in particolare, di prodotti molto apprezzati dai risparmiatori che puntano a un prodotto potenzialmente esposto ai rischi di inflazione, ma con la possibilità di beneficiare di margini di interesse più alti.
Non solo BTp. Anche i BOT, le obbligazioni del Tesoro, rappresentano un porto sicuro per gli investitori italiani. In particolare, nel corso delle aste di febbraio e agosto si sono fatte registrare cifre importanti e la domanda è stata superiore all’offerta. A febbraio, ad esempio, il Tesoro ha messo all’asta 7 miliardi di euro in BTP di medio lungo termine. A metà agosto, invece, si registra la presenza di 116,090 miliardi di BOT, suddivisi in 38,5 miliardi a sei mesi e 77,5 miliardi annuali. Alla fine del mese, nella sola giornata del 30 agosto, il Tesoro ha assegnato tutti i 7,25 miliardi di euro offerti in asta.
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