Il primo pensiero vola ovviamente al blog: creandone uno, un e-commerce ha la possibilità di sfruttare i contenuti per posizionarsi su Google e per ottenere visibilità. Dunque il content marketing ha un primo scopo lato SEO. Ma il blog serve anche come veicolo di storytelling: narrare la storia di un prodotto – o di un’azienda – per vendere meglio. Emozionando e scavalcando le naturali barriere che la mente del consumatore oppone di fronte a contenuti meramente pubblicitari. Ma la creazione di contenuti è anche un modo per animare e per tenere viva la newsletter di un e-commerce: ovvero quello strumento fondamentale che può aiutare a veicolare nuove promozioni, o a fare il recupero dei carrelli abbandonati. Anche una sezione news può giovare ad un e-commerce: veri e propri “lanci d’agenzia” che possono brevemente comunicare novità come gli sconti o i nuovi prodotti in listino. Pure e-book e guide hanno il loro perché.
Il content marketing per e-commerce prevede delle regole precise, che ovviamente lo distanziano da un semplice blog. Questo perché i contenuti devono avere uno scopo: portare un guadagno al business, sia esso in termini di traffico, di conversioni in acquisto o di branding. Ma non devono farlo in modo promozionale. Dunque ecco la prima regola: pianificare dei contenuti che siano orientati verso un target specifico, e che sappiano regalare all’utente un valore aggiunto. Questo valore potrebbe essere di stampo informativo (una guida), oppure emozionale (la storia di un prodotto). Ma i contenuti vanno curati anche nelle schede prodotto: è importante per differenziarsi dai competitor, e anche per evitare di replicare banalmente le indicazioni tecniche del produttore. Poi bisogna prevedere un’ottimizzazione SEO dei contenuti, in base a keyword e analisi dei trend e delle query su Google. Ecco perché è anche importante affidarsi ad un copywriter professionista.
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