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Partita IVA in home page: partono i controlli

Il logo dell'Agenzia dell' Entrate

La Partita IVA va obbligatoriamente indicata in home page: ciò vale per i siti che sono direttamente collegabili a società,per siti con nomi di fantasia che siano ricoleggabili ad imprese ed per i siti che non svolgono attività di e-commerce. Tale obbligo non è affatto recente esso risale al Dpr n. 404 del 5 ottobre 2001, art.2.

L’argomento è ritornato prepotentemente d’attualità: l’agenzia delle entrate ligure ha avviato indagini per verificare la presenza della partita IVA in home page al fine di collegare i siti internet alle aziende ed ai professionisti di appartenenza.

Tutti di corsa a modificare il sito?
Google dove metterà la partita IVA?

Questo obbligo rafforza il ruolo del sito Internet: a mio avviso la partita IVA in home è sinonimo di professionalità. Ciò rafforza il concetto che un sito Internet non è un avatar, uno strumento di comunicazione indipendente, ma è certamente parte integrante della realtà aziendale. Uno strumento complementare che aiuta l’impresa in tutte le fasi del suo business. Un sito chiaro e facilmente riconducibile all’impresa rappresenta un vantaggio, su questo non ci sono dubbi..

Allora perchè nascondersi?
Quando un’azienda ha bisogno di nascondersi?
Perchè fidarsi di un’azienda che vuole nascondersi?

Antonio Palmieri

Laureato in economia aziendale con una tesi dal titolo “Il ruolo dell’HTML nelle operazioni di web marketing“, iscritto all’albo dei Consulenti del lavoro, sono un libero professionista che non trascura le potenzialità offerte dal web che resta la mia grande passione: lavoro e passione si integrano in Codice Azienda, blog che curo dal 2007 in cui affronto temi che riguardano imprenditori e professionisti.

Nel mio curriculum le esperienze e le competenze.

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