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Come passare al regime forfettario

passare al regime forfettario

Foto da: Pexels

Dal 2016 è stato rivisto il regime forfettario: dalla lettura della norma si evince come questo regime sia il regime naturale qualora i soggetti interessati rispettino le regole previste dal regime.

Per verificare i requisiti e conoscere tutto sul regime forfettario vi segnalo rimando alla guida pubblicata su Codice Azienda.

Passare al regime forfettario: Basta Poco

Il passaggio al regime forfettario avviene semplicemente con un comportamento concludente del soggetto interessato:

  • emettere fattura senza rivalsa IVA;
  • Non detrarre l’Iva pagata sugli acquisti;
  • annotare i riferimenti al regime forfettario in fattura;
  • Compilare gli appositi quadri in fase di dichiarazione.

 

Nuovi e vecchi contribuenti

Il regime forfettario riguarda sia i nuovi contribuenti che aprono Partita IVA nel 2016 sia i vecchi contribuenti che rispettano i requisiti di accesso al regime forfettario verificando i limiti.

I nuovi contribuenti che avviano l’attività nel 2016 possono scegliere il regime forfettario selezionando l’apposito campo nel modello Apertura di Partita IVA.

Il contribuente che opera in regime ordinario e che vuole passare al regime forfettario deve rispettare i requisiti del regime. Anche per i contribuenti che nel 2015 hanno applicato il regime ordinario è possibile passare nel 2016 al regime forfettario verificando il rispetto dei nuovi requisiti (soprattutto in tema di ricavi aumentati dal 2015 al 2016 – si pensi ai professionisti per i quali la soglia dei ricavi è raddoppiata). Questo chiarimento è stato fornito durante Telefisco, facendo venir meno i dubbi sorti sulla validità triennale dell’opzione per il regime ordinario effettuata da contribuenti che nel 2015 non avevano aderito (perchè non conveniente) al regime forfettario.

 

Rettifica Iva per i Vecchi Contribuenti

I contribuenti che vogliono passare al regime forfettario dovranno effettuare la rettifica dell’IVA detratta già nella prima dichiarazione utile: in questo caso la dichiarazione IVA 2016 per il 2015. Essi dovranno indicare che si tratta dell’ultima dichiarazione IVA prima del passaggio al forfettario (quadro Va delle dichiarazione IVA).

Nella stessa dichiarazione dovranno rettificare l’IVA su:

  1. Rimanenze al 31/12/2015 rettificando l’intero importo dell’IVA detratta sugli acquisti.
  2. Beni strumentali – diversi dagli immobili ed esclusi i beni inferiori a 516,46€ – rettificando i quinti di imposta detratti per gli anni mancanti al compimento del quinquennio di tutela fiscale.
  3. Immobili rettificando i decimi di imposta detratti per gli anni mancanti al compimento del decennio di tutela fiscale.

L’importo calcolato da rettificare va indicato nel quadro VF con il segno meno a diminuzione dell’IVA detratta sugli acquisti.

 

Rettifiche IRPEF e IRAP

Le nuove disposizioni del regime forfettario vogliono evitare che i periodi di imposta a tassazione forfettaria siano inquinati da componenti reddituali riportati dagli anni precedenti. Si tratta di voci la cui tassazione o deduzione è rinviata in base a disposizioni previste dal TUIR. In questo caso le quote residue partecipano alla determinazione del reddito dell’ultimo anno  ordinario e non devono passare al regime forfettario. Questi componenti positivi o negativi vanno indicati nei rispettivi quadri di UNICO e del modello IRAP determinando un aumento o riduzione della base imponibile.

Antonio Palmieri

Laureato in economia aziendale con una tesi dal titolo “Il ruolo dell’HTML nelle operazioni di web marketing“, iscritto all’albo dei Consulenti del lavoro, sono un libero professionista che non trascura le potenzialità offerte dal web che resta la mia grande passione: lavoro e passione si integrano in Codice Azienda, blog che curo dal 2007 in cui affronto temi che riguardano imprenditori e professionisti.

Nel mio curriculum le esperienze e le competenze.

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