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Trasmissione Telematica dei Corrispettivi

Dal 1° gennaio 2020 tutti i soggetti esercenti le attività di commercio al minuto ed equiparate (art. 22, 1° co., D.P.R. n. 633/1972) devono trasmettere telematicamente i dati dei corrispettivi giornalieri tramite i Registratori telematici.

Per i soggetti con volume di affari superiore ai 400 mila Euro tale obbligo, introdotto dal Decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019, è anticipato al 1° luglio 2019.

Cosa Sono i Registratori Telematici


Con il termine Registratori Telematici sono identificati gli strumenti tecnologici caratterizzati da componenti hardware e software che

  • registrano,
  • memorizzano,
  • elaborano,
  • sigillano elettronicamente e
  • trasmettono telematicamente i dati dei corrispettivi.

I registratori Telematici sostituiscono:

  • lo scontrino fiscale;
  • le ricevute fiscali;
  • ogni altro documento di certificazione dei corrispettivi.

Essi non sostituiscono la fattura che va in ogni caso rilasciata se richiesta del cliente.

Le disposizioni sui Registratori Telematici sono contenute nell’art. 2 del D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127 e successive modificazioni. Infatti, già dal 1° gennaio 2017 i soggetti che operano “al dettaglio” potevano optare per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri.

La memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica

Le regole operative sono fissate dal Provvedimento n. 182017 del 28 ottobre 2016 (aggiornato al 7 agosto 2018 – allegato al presente articolo) in vigore già durante il regime opzionale:

  • è possibile riadattare i vecchi “registratori di cassa” in funzione al 1° gennaio 2017 o, in tale data prodotti ma ancora non utilizzati oppure realizzati dopo ma conformi al modello approvato e in corso di validità al 1° gennaio 2017, così da poter diventare Registratori Telematici secondo le nuove caratteristiche;
  • i dispositivi entrano in servizio dalla prima trasmissione on line effettuata e contestualmente, sono censiti in automatico dall’Agenzia delle Entrate che rilascia al titolare del Registratore Telematico un QRCODE da applicare in apposito alloggiamento dell’apparecchio, visibile ai clienti;
  • le informazioni acquisite dall’Amministrazione finanziaria sono a disposizione del titolare del registratore o di un suo delegato in un’apposita sezione del sito dell’Agenzia, in modo che lo stesso possa verificare la correttezza e corrispondenza del flusso delle informazioni inviate. Tali dati potranno essere utilizzati per la predisposizione delle dichiarazioni dei redditi e IVA e per la valutazione della capacità contributiva dei contribuenti;
  • la memorizzazione e l’invio dei dati dei corrispettivi si considera andata a buon fine soltanto quando il contribuente ha ricevuto l’attestazione di avvenuta ricezione da parte dell’Agenzia. In caso contrario, il file è respinto e l’interessato deve inviarne uno corretto entro cinque giorni dalla comunicazione di scarto;
  • l’autenticità, la inalterabilità e la riservatezza nella trasmissione delle informazioni, è garantita dal sigillo elettronico avanzato apposto al file inviato al sistema e dalla connessione protetta verso tale sistema in modalità web service su canale cifrato TLS, secondo le disposizioni delle specifiche tecniche.

Le specifiche tecniche allegate al Provvedimento precisano, tra l’altro, che per gli esercenti dotati di più di tre terminali (o punti cassa) per singolo punto vendita (filiale), la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica possono essere effettuate mediante un unico “punto di raccolta”, ossia un unico Registratore Telematico (c.d. “Server-RT”) collegato ai singoli punti cassa, necessariamente allocato presso il singolo punto vendita che, come sopra detto, rappresenta il punto in cui vengono raccolti i corrispettivi e costituisce lo strumento che sigilla i file e li invia al sistema.

Il Documento Commerciale prodotto dal Registratore Telematico

I commercianti al minuto che utilizzano i registratori telematici, non dovendo emettere più lo scontrino fiscale, documentano le cessioni di beni e le prestazioni di servizi mediante un documento commerciale  che ha la principale finalità di garantire i resi merce e l’esercizio dei diritti di garanzia. In sostanza, il documenti rilasciato al cliente avrà una maggiore valenza commerciale rispetto al valore fiscale attestato dalla trasmissione telematica del corrispettivo incassato. Tale Documento, che deve essere emesso obbligatoriamente su richiesta del cliente,deve contenere le seguenti indicazioni:

  • data e ora di emissione;
  • numero progressivo;
  • ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, dell’emittente;
  • numero di partita IVA dell’emittente;
  • descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi;
  • per i prodotti medicinali in luogo della descrizione puo’ essere indicato il numero di autorizzazione alla loro immissione in commercio (AIC);
  • ammontare del corrispettivo complessivo e di quello pagato.

Lo stesso decreto 7 dicembre 2016 all’articolo 4 attribuisce efficacia ai fini fiscali del documento commerciale, specifica i dati necessari (codice fiscale o il numero di partita IVA dell’acquirente) che vanno indicati e stabilisce l’obbligo dell’emissione di tale documento commerciale se è richiesto dall’acquirente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione.

Il documento commerciale è idoneo per essere richiamato nella fattura differita al pari di un documento di trasporto, ricevuta fiscale o scontrino. Lo stesso Documento Commerciale è valido ai fini delle deduzioni delle spese agli effetti delle imposte sui redditi e delle deduzioni e detrazioni ai fini dell’imposte sui redditi delle persone fisiche.

Credito di Imposta per i Registratori Telematici

L’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento n. 49842 del 28 febbraio 2019, ha definito le modalità di attuazione del credito d’imposta per l’acquisto o l’adattamento degli strumenti mediante i quali sono effettuate la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri .

Il bonus consiste in un contributo pari al 50% della spesa sostenuta, fino a un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento.

Il nuovo bonus sarà concesso all’esercente come credito d’imposta, utilizzabile in compensazione tramite modello F24 utilizzando il codice tributo 6899, a partire dalla prima liquidazione periodica dell’IVA successiva al mese in cui è stata registrata la fattura relativa all’acquisto o all’adattamento del misuratore fiscale.

Per l’ottenimento è necessario che il corrispettivo del misuratore sia stato pagato con modalità tracciabile.

Il credito deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta in cui è stata sostenuta la spesa e nella dichiarazione degli anni d’imposta successivi, fino a quando se ne conclude l’utilizzo.

Antonio Palmieri

Laureato in economia aziendale con una tesi dal titolo "Il ruolo dell'HTML nelle operazioni di web marketing", iscritto all'albo dei Consulenti del lavoro, sono un libero professionista che non trascura le potenzialità offerte dal web che resta la mia grande passione: lavoro e passione si integrano in Codice Azienda, blog che curo dal 2007 in cui affronto temi che riguardano imprenditori e professionisti.Nel mio curriculum le esperienze e le competenze.

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