Secondo quanto riportato da Adnkronos, che cita a sua volta il Report frodi IA 2026, siamo di fronte a un aumento esponenziale di frodi informatiche e deepfake. Allo stesso tempo, “le difese aziendali faticano a seguire l’evoluzione dell’IA”.
I numeri parlano chiaro. Nell’ultimo biennio, con l’avvento dell’intelligenza artificiale generativa, le diverse tipologie di illecito hanno registrato un impatto e un incremento senza precedenti; ad averne pagato le conseguenze sarebbe più del 77% del campione.
Per questo non solo le competenze di digital marketing e informatica, ma anche quelle specialistiche di cyber security risultano sempre più richieste dalle aziende, la maggior parte delle quali solo quando ha esperienza diretta di cosa comporta una simile eventualità tende ad attivarsi. Perché le frodi online sono un fenomeno di cui si parla, certamente, ma detengono un impatto concreto che risulta silenzioso, latente, insidioso.
Ecco allora che investire nella prevenzione e nell’aggiornamento professionale diventa essenziale. I corsi di formazione online, quando certificati e tenuti da docenti di alto profilo, rappresentano una risposta concreta alle esigenze delle imprese così come a quelle dei lavoratori. Questo perché consentono di acquisire competenze aggiornate e di reale utilità – e dunque spendibili. La sicurezza informatica, oggi, non è un plus: è una competenza trasversale e interessa chiunque utilizzi gli strumenti digitali e si trova a gestire dati, informazioni o processi attraverso la rete.
La formazione come risposta concreta all’evoluzione del mercato del lavoro in chiave digital
Le nuove tecnologie digitali, in particolare quelle di IA generativa e cloud computing, andrebbero intese in primo luogo come un’opportunità: come un modo di guidare in maniera efficace il cambiamento. Ed è proprio per questo che si rivela importante padroneggiarle, così da utilizzarle come mezzo (e non come sostituto), altrimenti si arriva a un punto di non ritorno, come in una nota serie britannica, in cui ci si affida in maniera meccanicistica al computer.
Oggi la sicurezza informatica non può essere affidata soltanto agli strumenti tecnologici. Il fattore umano resta centrale, perché molte minacce sfruttano comportamenti poco consapevoli, errori di valutazione e scarsa preparazione davanti a messaggi, link o richieste apparentemente credibili.
La formazione diventa quindi una forma di prevenzione così come di reazione, quando non basta intervenire a monte. E non riguarda più soltanto i reparti IT, ma attraversa funzioni amministrative, commerciali, operative e comunicative. È trasversale, insomma.
Cosa c’è dietro la richiesta crescente di specialisti in cyber security
La crescente attenzione verso il digitale e la stessa sicurezza informatica si riflette anche sulla domanda di figure professionali altamente specializzate. Ed è in questo scenario che un corso cyber security come quello proposto da una realtà quale l’Istituto Elvetico rappresenta una delle opportunità più interessanti per chi desidera acquisire competenze tecniche ed umane – hard e soft skills.
Del resto, se il fattore umano continua a rappresentare uno degli elementi più critici nella gestione del rischio digitale, investire nella formazione significa dotarsi di uno strumento concreto per affrontare le sfide presenti e future. Formarsi ora vuol dire essere già proiettati nel cambiamento, che, come raccontano i dati riportati da Adnkronos è già (profondamente) in atto.
