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Repubblica.it, gli standard e gli editor

La repubblica, testata

I web master sono sempre più affannati alla ricerca ossessionata del rispetto degli standard. Mi sono spesso posto il quesito circa l’importanza di inserire sul proprio sito web le icone rilasciate dagli organismi compententi per evidenziare la validazione del codice, degli stili e cosi via. Ne ho parlato in qualche post precedente. Non credo sia fondamentale la validazione a tutti i costi e ancora meno reputo importante la presenza delle icone di conformità agli standard. Un sito con "l’etichetta" mi da l’impressione di un vestito di Armani con l’apposito targhettino lasciato ben in vista. Navigando sulle pagine di repubblica.it ho potuto fare alcune osservazioni: il DTD richiamato fa riferimento ad Xhtml transitional senza però rispettarne alcuni punti fondamentali:

  1. Utilizzo di lettere maiuscole per indicare i tag
  2. Tag unici senza l’apposito slash di chiusura
  3. Tag unici con lo slash di chiusura ma senza lo spazio tra l’elemento e lo slash in fase di chiusura.

Tutto ciò mi porta ad una conclusione: i siti dinamici con più autori possono facilmente incappare in questi errori. Di certo non è un dramma.

Antonio Palmieri

Laureato in economia aziendale con una tesi dal titolo “Il ruolo dell’HTML nelle operazioni di web marketing“, iscritto all’albo dei Consulenti del lavoro, sono un libero professionista che non trascura le potenzialità offerte dal web che resta la mia grande passione: lavoro e passione si integrano in Codice Azienda, blog che curo dal 2007 in cui affronto temi che riguardano imprenditori e professionisti.

Nel mio curriculum le esperienze e le competenze.

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