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Imposta di bollo: gli aumenti del 2013

L’aumento dell’imposta di bollo si è resa necessario per poter reperire le risorse necessarie per fronteggiare gli interventi di ricostruzione in Abruzzo.

Le operazioni soggette ad imposta di bollo a partire dal 26 giugno 2013 avranno i seguenti aumenti:

  • gli atti che scontavano un’imposta di bollo pari ad € 1,81 saranno soggetti ad un’imposta di bollo pari 2 euro;
  • gli atti che scontavano un’imposta di bollo pari ad € 14,62 saranno soggetti ad un’imposta di bollo pari 16 euro.

imposte di bollo aumentate

I vecchi contrassegni già acquistati

Per coloro che siano in possesso dei vecchi contrassegni telematici pari ad € 1,81 ed € 14,62 potranno continuare ad utilizzarli integrandoli per la differenza

  • di 0,19 centesimi per adeguare le marche da bollo di 1,81 euro a 2 euro;
  • di 1,38 centesimi per adeguare le marche da bollo di 14,62 euro a 16 euro.

Sanzioni per l’omissione dell’imposta di bollo

L’omissione dell’imposta di bollo, così come l’applicazione di un importo inferiore a quanto effettivamente dovuto, comporta l’applicazione di una sanzione che va dal 100 al 500 per cento dell’imposta di bollo dovuta.

Per sanare eventuali omissioni è possibile ricorrere al ravvedimento operoso applicando:

  • una sanzione pari ad un decimo del minimo (10%) nel caso in cui il pagamento dell’imposta di bollo avvenga entro 30 giorni con possibilità di ricorrere al ravvedimento sprint per la regolarizzazione entro 14 giorni
  • una sanzione pari ad un ottavo del minimo (12,5%) se la regolarizzazione avviene dopo 30 giorni ma entro un anno.

La responsabilità per il mancato pagamento è a carico di entrambe le parti: l’obbligo di apposizione è a carico del soggetto che forma l’atto o i documenti soggetti ad imposta di bollo, la responsabilità è di tipo solidale.

Chi riceve un documento privo della dovuta imposta di bollo deve entro 15 giorni dal ricevimento recarsi presso l’agenzia dell’entrate per regolarizzare la propria posizione.

Imposta di bollo per via telematica

In quest’occasione, bisogna ricordare che, con apposita procedura, può essere richiesta l’autorizzazione per l’assolvimento telematico dell’imposta di bollo. Pertanto prima di integrare un documento è opportuno verificare che sullo stesso non sia contenuta un’indicazione che rimanda all’assolvimento telematico dell’imposta di bollo

Atti soggetti ad imposta di bollo

La norma non ha specificato gli atti da sottoporre ad aumento lasciando intendere un aumento generalizzato dell’imposta di tutti gli atti soggetti ad imposta di bollo. Di seguito un elenco degli atti che saranno soggetti ad imposta di bollo pari ad € 2,00

  • Fatture, note e documenti simili non soggette ad IVA se di importo superiore ad € 77,47
  • Estratti conto e lettere di addebitamento e accreditamento quando la somma supera i 77,47€

Tra gli atti soggetti ad imposta di bollo pari ad € 16,00 avremo:

  • Atti dei notai e copie conformi
  • Scritture private che regolano rapporti giuridici
  • Note e annotazioni nel registro generale delle conservatorie
  • Atti di notorietà e pubblicazioni di matrimonio
  • Certificati
  • Gli atti delle società da depositare

Gli elenchi riportati non hanno l’intento di essere esaustivi ma di evidenziare i principali atti e documenti che subiranno l’aumento dell’imposta di bollo.

Antonio Palmieri

Laureato in economia aziendale con una tesi dal titolo “Il ruolo dell’HTML nelle operazioni di web marketing“, iscritto all’albo dei Consulenti del lavoro, sono un libero professionista che non trascura le potenzialità offerte dal web che resta la mia grande passione: lavoro e passione si integrano in Codice Azienda, blog che curo dal 2007 in cui affronto temi che riguardano imprenditori e professionisti.

Nel mio curriculum le esperienze e le competenze.

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