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Ritenute fiscali e appalti: cosa cambia dal 2020

Dal 2020 sono state introdotte importanti novità in capo ai committenti ed esecutori nei contratti di appalto il cui valore supera i 200.000 euro. In particolare, pur restando, in capo agli esecutori, l’obbligo di versare le ritenute sui lavoratori impiegati nell’appalto, sono previsti particolari adempimenti e responsabilità anche per i committenti.

Chi è soggetto alle nuove norme sulle ritenute

In base alle nuove disposizione dell’art. 4 del D.L 124/2019, i sostituti d’imposta residenti ai fini delle imposte dirette nello Stato, che affidano il compimento di un’opera o più opere o di uno o più servizi di importo complessivo annuo superiore ad euro 200.000 a un’impresa, sono tenuti a richiedere all’impresa appaltatrice o affidataria e alle imprese subappaltatrici, obbligate a rilasciarle, copia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute.

Sono soggetti interessati dunque tutti i sostituti di imposta, compresi i condomini, il curatore fallimentare ed il commissario liquidatore.

I requisiti oggettivi per le nuove disposizioni

Da un punto di vista oggettivo l’applicazione delle norme riguarda i contratti aventi i seguenti requisiti tra loro concorrenti:

  1. Importo complessivo annuo (solare o 365 giorni a ritroso?): superiore ad € 200.000,00 (anche somma di più contratti);
  2. Tipologia di contratto: appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati;
  3. Contratti caratterizzati prevalentemente da manodopera – servizi ad alta intensità di manodopera;
  4. Svolgimento presso le sedi di attività del committente;
  5. Utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili.

Adempimenti e riscontro del Committente

Le deleghe di versamento da richiedere riguardano:

  1. le ritenute fiscale a titolo di IRPEF;
  2. le ritenute a titolo di addizionali regionali;
  3. le ritenute a titolo di addizionali comunali;

che siano trattenute dall’impresa appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio.

Il committente deve poter effettuare un riscontro dell’ammontare complessivo degli importi versati dalle imprese, per cui è previsto che entro i cinque giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento, l’impresa appaltatrice o affidataria e le imprese subappaltatrici devono trasmettere al committente e, per le imprese subappaltatrici, anche all’impresa appaltatrice:

  1. le deleghe (sarebbe meglio parlare di quietanze)
  2. un elenco nominativo di tutti i lavoratori, identificati mediante codice fiscale, impiegati nel mese precedente direttamente nell’esecuzione di opere o servizi affidati dal committente,
  3. il dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun percipiente in esecuzione dell’opera o del servizio affidato,
  4. l’ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione;
  5. il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti di tale lavoratore, con separata indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente.

Violazioni e sanzioni

Il mancato adempimento dell’obbligo di trasmissione dei documenti o del mancato o insufficiente versamento delle ritenute, autorizzano la sospensione del pagamento dei corrispettivi maturati dall’impresa appaltatrice o affidataria sino a concorrenza del 20 per cento del valore complessivo dell’opera o del servizio ovvero per un importo pari all’ammontare delle ritenute non versate rispetto ai dati risultanti dalla documentazione trasmessa, dandone comunicazione entro novanta giorni all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente nei suoi confronti.

Il committente che non sospenda i pagamenti sarà soggetto al pagamento di una somma pari alla sanzione irrogata all’impresa appaltatrice o affidataria o subappaltatrice per la violazione degli obblighi di corretta determinazione delle ritenute e di corretta esecuzione delle stesse, nonché di tempestivo versamento, senza possibilità di compensazione.

Disapplicazione delle norme sulle ritenute

Inoltre la norma stabilisce che i nuovi obblighi non si applicheranno nel caso in cui le imprese appaltatrici o affidatarie o subappaltatrici comunichino al committente (allegando la relativa certificazione che sarà rilasciata dall’Agenzia delle Entrate) la sussistenza, dei seguenti requisiti:

  • essere in attività da almeno tre anni;
  • essere in regola con gli obblighi dichiarativi relativamente all’ultimo triennio;
  • avere eseguito nel corso dei periodi d’imposta cui si riferiscono le dichiarazioni dei redditi presentate nell’ultimo triennio complessivi versamenti registrati nel conto fiscale per un importo non inferiore al 10 per cento dell’ammontare dei ricavi o compensi risultanti dalle dichiarazioni medesime (tutte le imposte sia dirette che indirette);
  • non avere iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi o avvisi di addebito affidati agli agenti della riscossione relativi alle imposte sui redditi, all’imposta regionale sulle attività produttive, alle ritenute e ai contributi previdenziali per importi superiori ad euro 50.000,00, per i quali i termini di pagamento siano scaduti e siano ancora dovuti pagamenti o non siano in essere provvedimenti di sospensione. Le disposizioni di cui al periodo precedente non si applicano per le somme oggetto di pani di rateazione per i quali non sia intervenuta decadenza.

Il legislatore ha voluto introdurre questa norma in quanto, nel corso dell’attività di controllo, è stato rilevato che, in caso di assegnazione di appalti pubblici o privati a soggetti scarsamente patrimonializzati, questi utilizzano come modalità per abbassare il prezzo offerto, l’omissione dei versamenti dovuti per ritenute di lavoro dipendente o assimilato.

Divieto di compensazione per il versamento dei contributi

Allo scopo vale anche la disposizione secondo cui, per le imprese appaltatrici o affidatarie e per le imprese subappaltatrici, interessate dai nuovi obblighi e non comprese nei casi di esclusione, non è possibile avvalersi dell’istituto della compensazione per il versamento di contributi previdenziali e assistenziali e dei premi assicurativi maturati nel corso di durata del contratto, sulle retribuzioni erogate al personale direttamente impiegato nell’esecuzione delle opere o dei servizi affidati.

Chiarimenti Attesi

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Antonio Palmieri

Laureato in economia aziendale con una tesi dal titolo "Il ruolo dell'HTML nelle operazioni di web marketing", iscritto all'albo dei Consulenti del lavoro, sono un libero professionista che non trascura le potenzialità offerte dal web che resta la mia grande passione: lavoro e passione si integrano in Codice Azienda, blog che curo dal 2007 in cui affronto temi che riguardano imprenditori e professionisti. Nel mio curriculum le esperienze e le competenze.

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