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Curriculum Vitae: che cosa sono le competenze trasversali

Le competenze trasversali nel curriculum vitae

Tra le competenze che meritano di essere sottolineate all’interno di un curriculum, quelle relazionali hanno un ruolo importante al pari di quelle tecniche. C’è chi ne parla indicandole come competenze trasversali: quel che è certo è che esse contribuiscono ad arricchire in modo decisivo qualsiasi cv e lo integrano, ma soprattutto lo valorizzano. Il motivo è presto detto: nel mondo del lavoro, per sfondare in molti casi non è sufficiente vantare una ben definita professionalità, dal momento che possono essere necessarie altre doti. Si tratta, appunto, delle attitudini comunicative, da cui non si può prescindere quando c’è bisogno di instaurare con le altre persone delle relazioni positive e vincenti.

Le soft skills

Nel novero delle soft skills ci sono numerose capacità che vengono apprezzate dalle aziende, a maggior ragione per i lavori in team: è il caso, per esempio, dell’empatia, ma anche della flessibilità o di tutte quelle competenze di carattere gestionale o di natura organizzativa che offrono a chi le possiede un importante vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza. Le competenze trasversali sono così definite perché non fanno riferimento a una professione nello specifico, ma possono essere applicate a una grande varietà di contesti. Esse sono importanti perché permettono di lavorare in equilibrio e in sinergia con le altre persone, specialmente quando c’è bisogno di prendere decisioni delicate in momenti fondamentali. Le soft skills permettono di far fronte agli eventuali ostacoli che si palesano lungo unpercorso professionale con qualità, ma soprattutto con cognizione di causa.

Le principali competenze trasversali

Inserire capacità e competenze relazionali nel curriculum, dunque, è un ottimo modo per destare una buona impressione, sempre che – ovviamente – esse vengano confermate poi anche nella realtà dei fatti. Tra le altre competenze trasversarli che vengono prese in considerazione dai recruiter in procinto di selezionare uno o più candidati, poi, ci sono le competenze personali, quelle cognitive e quelle gestionali e organizzative. L’analisi di tali competenze è un ottimo spunto per la comprensione della personalità dei candidati, e permette di capire con quanta difficoltà essi si potrebbero integrare all’interno di un dato contesto di lavoro.

Che cosa sono le competenze cognitive?

Quando si parla di competenze cognitive, a essere chiamate in causa sono le attitudini intellettuali di una persona, che le permettono di usare in modo appropriato i flussi di informazioni di cui dispone. Il problem solving è un esempio tipico di competenza cognitiva: esso consiste nella capacità di esaminare gli elementi che servono a individuare le soluzioni possibili in presenza di problemi. Quando si ha a che fare con un problema, chi vanta doti di problem solving è in grado di scomporlo in più parti, così da applicare la soluzione necessaria. Anche l’innovazione rientra nella categoria delle competenze cognitive, poiché permette di identificare soluzioni originali ai problemi. Sul lavoro è utile, poi, la capacità di raccogliere le informazioni e di elaborarle, tenendole in memoria in modo che possano essere estratte e usate quando se ne ha la necessità.

Alla scoperta delle competenze gestionali

Il controllo operativo è una delle soft skills che possono essere ascritte alla categoria delle competenze gestionali e organizzative: chi ne è in possesso è in grado di tenere sotto controllo l’avanzamento di un determinato progetto in funzione delle scadenze che devono essere rispettate. Nello stesso gruppo ci sono anche lo spirito di iniziativa e l’orientamento al risultato: il primo si basa sull’attitudine all’intraprendenza e alla proattività, mentre il secondo consiste nell’abilità di misurarsi con standard elevati per conseguire gli scopi che ci si prefigge.

Le competenze relazionali

Infine, ecco le competenze relazionali, come l’attitudine al lavoro di squadra, la comunicazione verbale, la comunicazione non verbale, la capacità di ascolto e l’empatia. In un’azienda è essenziale riuscire a comunicare il proprio pensiero nel modo più efficace e con la massima chiarezza, ma anche essere predisposti ad ascoltare gli altri e a comprendere i loro stati d’animo.

Antonio Palmieri

Laureato in economia aziendale con una tesi dal titolo "Il ruolo dell'HTML nelle operazioni di web marketing", iscritto all'albo dei Consulenti del lavoro, sono un libero professionista che non trascura le potenzialità offerte dal web che resta la mia grande passione: lavoro e passione si integrano in Codice Azienda, blog che curo dal 2007 in cui affronto temi che riguardano imprenditori e professionisti.Nel mio curriculum le esperienze e le competenze.

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