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Fare impresa a Londra

Prendi la società e scappa (dall’Italia), sembrerebbe suggerire l’attuale situazione del mercato imprenditoriale londinese. Quali sono i fattori che hanno determinato il consolidarsi di questa situazione favorevole per chi vuole fare impresa a Londra?

Per comprendere la situazione attuale bisogna tornare indietro nel tempo, alle origini della crisi economica che ha attanagliato il mondo negli ultimi 5 anni.

fare impresa a Londra

La crisi internazionale

Il periodo nero dell’economia mondiale è iniziato a causa delle cosiddette “bolle speculative”, tra le quali si ricorda quella del settore immobiliare negli Stati Uniti d’America: valorizzazioni sopravvalutate delle aziende immobiliari negli istituti bancari (il celebre toxic asset) e l’eccesso di liquidità sui mercati, hanno generato un crollo degli scambi commerciali nel 2009.

Nonostante i tentativi di riparare la situazione, gli investitori internazionali hanno perso la fiducia nel mercato, riducendo o bloccando del tutto le inversioni.

Il caso italiano

In Italia la recessione si è verificata non solo per il debito pubblico preesistente, ma anche per il credito contratto negli ultimi anni e per le eccessive lungaggini nel recupero dei crediti nei confronti dell’Amministrazione Pubblica, che hanno minato irrimediabilmente la fiducia dei consumatori, che hanno smesso di spendere e investire.

 

I riflessi della crisi sui giovani

Le conseguenze di tutto ciò sono sotto gli occhi di tutti: nel 2012 sono fallite circa 1000 aziende al giorno , dall’inizio del 2013 hanno chiuso migliaia e migliaia di aziende, e ancora oggi vengono presentate in media 43 istanze di fallimento al giorno.

Tutto questo ha portato, oltre a un incremento senza precedenti della disoccupazione, a un pericoloso aumento dei Neet, i giovani tra i 18 e i 29 anni che, presi dalla sfiducia, non studiano, non lavorano e nemmeno cercano un impiego.

Le conseguenze a catena della drammatica situazione italiana, combinate con una burocrazia e un sistema fiscale da sempre macchinoso ed esoso, hanno completato l’opera di soffocamento dell’imprenditoria nazionale, penalizzando soprattutto le piccole e medie imprese.

Nonostante l’attuale quadro disastroso dell’economia nostrana, gli italiani restano ottimi imprenditori, occupando anche nel 2012 la quarantesima posizione per indice di competitività globale, nella classifica mondiale della prestigiosa testata giornalistica Economist.

Nella stessa classifica l’Inghilterra occupa il 18esimo posto, un dato che conferma la forza dell’Italia dal punto di vista imprenditoriale nonostante la crisi.

I vantaggi di fare impresa a Londra

Il mercato britannico è considerato molto appetibile per gli imprenditori italiani i quali, forti della creatività, della competitività e dell’impegno nel lavoro che li contraddistinguere da sempre, sempre più spesso trasferiscono le proprie società a Londra o ne fondano di nuove.

Complice di questa nuova tendenza sono, innanzitutto, il quadro economico del Paese, nettamente superiore rispetto a quello italiano, e un sistema burocratico più snello e favorevole al cittadino.

Parallelamente a questo, il mercato britannico si presenta “vivo”, ricco di opportunità e da ultimo protagonista di un grande fermento nel settore degli investimenti immobiliari nella City, tanto che la Gran Bretagna è considerata, da ormai 13 anni consecutivi, la miglior destinazione europea per gli investimenti stranieri a detta della prestigiosa European Attractiveness Survey.

Lo Stato svolge un ruolo importante in questo processo, offrendo numerosi incentivi a chi decide di aprire un’azienda a Londra, suddividendoli per settore e area geografica di riferimento. I benefici concessi dal Governo includono:

  • Servizi finanziari accessibili,
  • Costi bancari molto contenuti,
  • Supporto costante da parte di specialisti,
  • Quotazione al London Stock Exchange,
  • Borse lavoro, sgravi fiscali, sostegni finanziari di vario tipo e networking.

Il Regno Unito dispone infine della più grande rete di convenzioni per evitare la doppia imposizione fiscale a livello mondiale, e concede un’esenzione dall’imposta sulle società per i dividendi maturati all’estero.

Il quadro imprenditoriale nella capitale d’Europa, risulta dunque molto favorevole agli investitori stranieri, e gli imprenditori italiani stanno cavalcando l’onda con la speranza di uscire al più presto dalla crisi.

Alessandra Narcisi

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