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Bonifico Estero Adsense: no ritenuta fiscale

Da febbraio 2014 le banche dovranno effettuare una ritenuta del 20% per ogni bonifico estero ricevuto da persone fisiche. I bonifici erogati da Adsense per i publisher provenienti dall’Irlanda saranno soggetti a ritenuta? Facciamo il punto.

bonifico estero adsense

controlli previsti per i bonifici provenienti dall’estero – photo credit: Highways Agency

Bonifico estero e monitoraggio fiscale

La nuova normativa che prevede la ritenuta sui bonifici esteri è stata introdotta a partire da febbraio 2014 dopo l’entrata in vigore della legge europea 2013 e facendo seguito alle disposizioni emanate dall’agenzia delle entrate con la circolare 38/2013 allegata al presente post in cui si illustrano i principali aspetti operativi del monitoraggio fiscale.

UPDATE:

Contrordine: la normativa sulle ritenute sui redditi esteri è sospesa in attesa di abrogazione


Le nuove disposizioni confermano l’ambito soggettivo dei contribuenti obbligati che devono indicare nella dichiarazione annuale dei redditi gli investimenti all’estero e le attività estere di natura finanziaria suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia. In entrambi i casi si fa riferimento a redditi di capitale e redditi di natura finanziaria.

Bonifico estero Adsense e redditi di impresa

I bonifici esteri ricevuti per conto di adsense riguardano a tutti gli effetti redditi di impresa percepiti nello svolgimento di un’attività di vendita di spazi pubblicitari, soggetta quindi a regolare tenuta di partita IVA e successivi adempimenti.

Coloro che ricevono bonifici esteri per i guadagni adsense, fatturando a google i propri compensi, in virtù delle nuove disposizioni, dovranno contattare la banca presso la quale ricevono l’accredito adsense ed autocertificare che i flussi finanziari ricevuti tramite bonifico estero collegati ad adsense rappresentano redditi di impresa esclusi quindi dalla ritenuta fiscale.

I bonifici esteri Adsense, infatti, non rappresentano nè un reddito di natura finanziaria, nè un reddito di capitale. Per questo motivo non devono essere soggetti a ritenuta: l’autocertificazione effettuata dal correntista che chiede la non applicazione della ritenuta sarà però oggetto di segnalazione all’agenzia delle entrate che potrà monitorare e valutare la natura dei flussi finanziari.

Il flusso finanziario collegato al bonifico estero potrebbe essere semplicemente collegato ad una somma che uno zio residente regala al nipote, o la somma inviata da un genitore che lavora all’estero alla sua famiglia in Italia. La nuova normativa sui bonifici esteri lascia perplessi in molti ed è un altro duro colpo dopo la web tax.

Non è la web tax

La normativa entrata in vigore sui bonifici esteri non va confusa con la web tax che è ferma in attesa di ottenere improbabili autorizzazioni dall’unione europea. La web tax fa riferimento alla normativa Iva che dovrà riguardare le aziende di servizi che per operare in Italia devono essere titolari di partita IVA italiana.

Per un approfondimento qui il testo della circolare dell’agenzia delle entrate che offre chiarimenti sul nuovo monitoraggio fiscale.

Antonio Palmieri

Laureato in economia aziendale con una tesi dal titolo “Il ruolo dell’HTML nelle operazioni di web marketing“, iscritto all’albo dei Consulenti del lavoro, sono un libero professionista che non trascura le potenzialità offerte dal web che resta la mia grande passione: lavoro e passione si integrano in Codice Azienda, blog che curo dal 2007 in cui affronto temi che riguardano imprenditori e professionisti.

Nel mio curriculum le esperienze e le competenze.

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