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Come guadagnare con un sito: i principali 3 modelli di business

C’è da molti anni tanta, tantissima confusione sui modelli da utilizzare per guadagnare sul web: di sicuro tanto è stato scritto sull’argomento, forse troppo, e in alcuni casi da persone che probabilmente non ne sapevano granchè.

Il web è un mondo in cui è effettivamente possibile sia arrotondare e fare piccoli guadagni (magari da integrare allo stipendio), ma è anche possibile riuscire a camparci: tutto sta nel trovare le giuste nicchie o i settori di mercato più profittevoli. Ovviamente nulla è davvero rose e fiori: i settori che fanno guadagnare di più sono pochi e sono quasi tutti molto pieni di concorrenza, quelli intermedi il più delle volte convertono poco e ci sono tanti altri modelli decisamente discutibili che, alla lunga, fanno solo perdere tempo un po’ a tutti.

In questa guida cercheremo di capire un po’ meglio quali siano i modelli più convenienti per ognuno.

1) Vendere prodotti via e-commerce

Se vendi prodotti online, certamente l’e-commerce è una possibile strategia valida: ma se non viene affiancata da un adeguato modello commerciale e da una strategia di marketing adeguata, rischia di diventare un buco nell’acqua. Promuovere prodotti via e-commerce è conveniente perchè ci fa gestire tutto da soli senza costi aggiuntivi, a valle di una scelta oculata in fase di progettazione (quindi una singola spesa iniziale e basta), ma richiede sforzi che solo un consulente esperto è in grado di gestire. Per questo in molti casi è meglio orientarsi sulla scelta di un negozio su Amazon o su Ebay, dove è vero che i costi aziendali aumentano ma, quantomeno, saremmo direttamente su una vetrina già pronta all’uso, già indicizzata su Google e così via.

2) Vendere link o banner nel tuo sito

Se decidi di puntare sulla vendita di link o banner, devi avere un sito web molto visitato: i siti di tutorial modello Aranzulla oppure i giornali online popolari sono certamente gli ambienti ideali per farlo. Se hai un ecommerce, in genere, non ha senso mettere banner altrui di Adsense o altri, ad esempio, perchè rischi di focalizzare male il funnel di conversione: la gente clicca, viene portata fuori dal tuo sito e potresti perdere clienti potenziali. Quindi facciamo anche attenzione a non mischiare le cose tra di loro. Il prezzo di vendita è deciso quasi esclusivamente dalla domanda/offerta del momento, e si basa molto spesso sulle valutazioni del dominio che offre il link o il banner in termini di Domain Authority (DA) e a volte di Zoom Authority (ZA).

3) Sfruttare le affiliazioni

A parte la scelta ovvia di Google Adsense, che è molto comodo perchè genera automaticamente i banner più adatti al vostro sito – e questa cosa funziona e converte bene sui siti verticali, in genere – la scelta che si potrebbe fare è quella di andare direttamente dalle aziende e cercare affiliazioni dirette. Se un prodotto o un servizio vi interessa per il vostro modello di business chiedete direttamente all’azienda se abbiano un programma di affiliazione: se offrono un minimo di qualità, le conversioni saranno quasi garantite. Ovvio che anche qui bisogna saper fare le scelte giuste: evitate i banner che pagano solo a click o visualizzazioni, e concentratevi su quelli che pagano una percentuale su quanto riescono a guadagnare grazie al vostro sito web. In genere, comunque, solo di affiliazioni non si campa, a meno che non abbiate volumi di traffico molto elevati.

Conclusioni

Sintetizzando il tutto, potremmo trarre le seguenti idee come spunti generali. Ovviamente solo un consulente esperto, in molti casi reali più complessi, potrà darci un parere più preciso in merito.

  1. Il modello basato su e-commerce è adeguato soprattutto se lavori in nicchie a bassa concorrenza, o se sei molto bravo sulla parte SEO; in genere questo modello cozza con gli altri due, e rischia di essere controproducente se usato in parallelo con altri. I guadagni possono essere molto interessanti, ma il sito deve essere anzitutto adeguato e ben funzionante tecnicamente.
  2. Il modello basato su vendita di link è perfetto per tutti i siti che fanno molto traffico, ma è una pratica rischiosa che Google non vede di buon occhio, e deve essere sempre affiancata ad una buona strategia editoriale. I guadagni possono essere eccellenti, ma se Google ci penalizza il sito perderemo tutto in un colpo.
  3. Il modello basato su affiliazioni va bene soprattutto per i siti verticali che siano, anche qui, molto visitati. I guadagni non saranno quasi mai elevati e raramente a livello di un vero e proprio stipendio.

Antonio Palmieri

Laureato in economia aziendale con una tesi dal titolo "Il ruolo dell'HTML nelle operazioni di web marketing", iscritto all'albo dei Consulenti del lavoro, sono un libero professionista che non trascura le potenzialità offerte dal web che resta la mia grande passione: lavoro e passione si integrano in Codice Azienda, blog che curo dal 2007 in cui affronto temi che riguardano imprenditori e professionisti.Nel mio curriculum le esperienze e le competenze.

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