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Personal Branding: errori da evitare nella Strategia

L’attività di personal branding è divenuta importante da pochi anni a questa parte, in pratica per chi con Internet ci lavora è necessario che si costituisca una reputazione online autorevole. La finalità non è la fama o cose di questo genere, come qualcuno potrebbe pensare, bensì acquisire maggiore visibilità e per questa via più o migliori clienti.

Valorizzare la propria immagine professionale e attraverso di essa, ritagliarsi uno spazio di autorevolezza, è un processo continuo e prende spunto dal marketing relazionale, solo che non è applicato ad un brand ma a se stessi, proprio come si farebbe con un marchio di prodotto o servizio.

Potrebbe risultare un po’ forte questa visione ma è la realtà, una strategia di personal branding di successo sarà tanto più efficace quanto più renderà unica l’immagine del professionista. Ciò che risulta difficile da assimilare all’inizio è che, chi si rivolge ad un professionista del web lo fa esclusivamente sulla base della fiducia e questa va conquistata attraverso una precisa politica di personal branding.

Se lavori nel web ed usi i social network stai facendo personal branding, magari non te ne rendi conto e il tuo atteggiamento è rilassato, ma sappi che la tua immagine è fatta di tanti piccoli segnali che tu stesso hai lanciato in rete. Commettere una serie di piccoli grandi errori che non permettono alla tua professionalità di esprimersi a pieno, è molto comune.

Un consulente web marketing lavora su più fronti, usa differenti canali e lo deve fare rispettando le peculiarità di ciascuno di essi. Potrebbe non tener conto delle peculiarità di ognuno di essi, e generare confusione in chi lo segue.

La tua personal branding migliorerà solo se ti dedichi e lo fai in maniera umana

Il primo errore che voglio segnalarti ha a che fare con il tuo carattere. Se sei un tipo che parte con l’entusiasmo, molto bene perché è una persona come te che può fare la differenza mostrando tutta la sua voglia e passione. Cosa succede andando a guardare i tuoi profili su Tweet, Linkedin, Instagram e cosi via? sei veramente riuscito a postare contenuti di continuo? oppure qualcuno lo hai lasciato perdere, perché non riesci a seguire tutto?

La rete è uno specchio fermo nel tempo e non dimentica nulla. Il tuo profilo è a rischio se il tuo slancio ha profuso impegno per un breve lasso di tempo.

Come si dice? meglio pochi ma buoni. Sono i social che veramente ti servono ad essere quelli dove costruire la tua immagine, la dove sono i tuoi clienti. Un profilo non aggiornato da anni, non fa altro che farti apparire come svogliato e non sul pezzo.

Andiamo avanti.

Prendere spunto dai colleghi è una cosa sensata. Ti mantieni aggiornato, capisci alcune logiche che magari ti sfuggivano. In generale occorre costruire un percorso personalizzato senza eccedere in scopiazzamenti vari. Il tuo avversario professionale ha una sua immagine e per questo motivo viene interpellato. Ha una certa autorità, tu non devi avere la sua autorità ma sviluppare un asset che ti appartiene di più. Quindi l’errore da non fare tiene conto di due cose simultanee:

  1. non copiare ciò che fanno e scrivono gli altri;
  2. Sviluppa la tua proposta e fai in modo che sia diversa.

Nel marketing si chiama unique selling proposition e sta ad indicare che quando un potenziale cliente pensa ad una sua necessità professionale e questa coincide con la tua specializzazione, non potrà che contattarti. Per far ciò dovrai aver stretto molte mani virtuali e aver comunicato di continuo il tuo unico messaggio.

E così possiamo tornare al titolo di questo paragrafo, dedicarsi in maniera sostenibile. La fretta e la foga di infilarsi in mille progetti non paga. Lancia la tua immagine unica, approfondita, usa un blog e fallo crescere, diventa il numero uno nel tuo campo, anche se questo è piccolo non importa. Imperterrito vai avanti, questo ti farà acquisire sempre maggiore forza e consapevolezza, il tutto si traduce in autorità.

La coerenza prima di tutto nel costruire una personal branding

Soprattutto all’inizio, si tende a spaziare da un argomento all’altro, errori di gioventù perdonabili se rimangono relegati ad un certo periodo storico. Postare ed in genere comunicare per accrescere la personal branding ha bisogno di una strategia di comunicazione. Le immagini, il tono dei post, il livello di profondità ed il soggetto a cui si fa riferimento forniscono un quadro sintetico della personalità di un individuo.

L’interlocutore si forma una propria idea, e lo fa sempre per la stessa natura umana di dover catalogare ogni cosa. Per questo motivo è importantissima la prima impressione, che poi deve essere mantenuta sempre nello stesso sentiero.

A ciò va aggiunto anche un altro comportamento umano. La share mind, è un concetto che serve a descrivere il comportamento che ha un singolo consumatore quando deve scegliere un prodotto. Inevitabilmente potrà avere in mente solo 3 forse 4 marchi differenti, se tutto va bene, altrimenti 1 o 2. Ciò significa che la propria personal branding sta competendo nella mente dei potenziali clienti con 2 massimo 3 altri professionisti di settore. Lo scopo della personal branding è il monopolio. Essere unici e senza alternativa nella propria specialità. E’ forte da dire ma è la realtà del marketing, si tende sempre al regime di monopolio.

Conclusioni

Questo percorso sugli errori da non commettere per costruire una ottima personal branding, è stato lo spunto per capire più nel profondo ciò che si intende e dove deve tendere la propria attività di comunicazione. Certamente ci sono altri suggerimenti che si potrebbero dare, ma sono di carattere tattico e non strategico. Appartengono per così dire, al buon senso.

Ciò che importa è la concezione di un percorso fatto in maniera precisa verso una meta che è quella della unicità. Per comunicarla poi, dovrai servirti di diversi canali sia online che offline. Sono certo che tu sappia qual è la tua specialità, è li che puoi ottenere soddisfazioni e non scendere continuamente a patti con prezzi o servizi che non possono essere ritenuti profittevoli. Diventa un leader nel tuo campo e comunicalo passo-passo, la tua storia si arricchirà sempre di più.

Antonio Palmieri

Laureato in economia aziendale con una tesi dal titolo "Il ruolo dell'HTML nelle operazioni di web marketing", iscritto all'albo dei Consulenti del lavoro, sono un libero professionista che non trascura le potenzialità offerte dal web che resta la mia grande passione: lavoro e passione si integrano in Codice Azienda, blog che curo dal 2007 in cui affronto temi che riguardano imprenditori e professionisti.Nel mio curriculum le esperienze e le competenze.

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