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Web 2.0 e il permission marketing

Seth godin, permission marketing

In questo blog ho fatto spesso riferimento al web 2.0 alle sue molteplici applicazioni, ai vantaggi che è in grado di apportare.

Il web 2.0 è una nuova visione di Internet che fa riferimento ad una nuova serie di tecnologie e di servizi che fanno della rete una grande piattaforma di condivisione, caratterizzata da un maggior dinamismo e da una maggiore interattività che rende l’utente maggiormente protagonista sulla rete. Internet diventa un luogo di incontro comunicativo in cui il navigatore non è un semplice fruitore di servizi, ma diventa parte attiva nella creazione dei contenuti i quali rappresentano valore per gli altri utenti.

Nel “nuovo” web sono fondamentali la fiducia, il rispetto del cliente e la credibilità dell’azienda: si pensi ad una community all’interno della quale si tradisca il senso dell’appartenenza, ossia ci si intrufoli per vendere il proprio prodotto, oppure ad una campagna di e-mail marketing invasiva, o, infine, ad un banner che impedisca la visualizzazione dei contenuti in una pagina web. Si evidenzia così l’esigenza di “chiedere il permesso” all’utente per inviargli un messaggio. Si gettano le basi per il Permission Marketing in contrapposizione all’Interrupted Marketing.

Il marketing dell’interruzione (ossia il tentativo di catturare l’attenzione delle persone con una comunicazione invasiva) non ha spazio su una piattaforma in cui è l’utente ad essere protagonista. Il Permission Marketing è un nuovo paradigma di relazione tra azienda e cliente basato su un accordo che si instaura tra le parti, garantendo al cliente la possibilità di interrompere tale rapporto in qualsiasi momento.

L’approccio al Permission Marketing è oggi possibile grazie agli strumenti messi a disposizione dall’informatica e ai bassi costi di Internet.

Poiché basato su un target mirato, il Permission Marketing consente:

  • un ritorno maggiore delle campagne pubblicitarie, perché il cliente è incoraggiato a partecipare in una campagna di marketing continuativa ed interattiva in cui presta maggiore attenzione ai messaggi;
  • un ciclo di vita del cliente molto più duraturo e capace di garantire risultati anche nel lungo periodo.

 

In conclusione si può affermare che le nuove tecnologie connesse al web 2.0 consentono alle aziende di instaurare relazioni più efficaci, stabili e durature.

Antonio Palmieri

Laureato in economia aziendale con una tesi dal titolo “Il ruolo dell’HTML nelle operazioni di web marketing“, iscritto all’albo dei Consulenti del lavoro, sono un libero professionista che non trascura le potenzialità offerte dal web che resta la mia grande passione: lavoro e passione si integrano in Codice Azienda, blog che curo dal 2007 in cui affronto temi che riguardano imprenditori e professionisti.

Nel mio curriculum le esperienze e le competenze.

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