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Perché i migliori conti deposito sono convenienti per i risparmi degli italiani

Tra le soluzioni di investimento che gli italiani dimostrano di apprezzare in modo particolare merita di essere menzionato senza dubbio il conto deposito. I migliori conti deposito che vengono proposti dagli istituti di credito sono considerati strumenti equilibrati e, soprattutto, sicuri, in quanto garantiscono il bilanciamento ideale tra la necessità di investire e far fruttare un capitale e i rischi che sono connessi a ogni tipo di operazione finanziaria. Rischi che, nel caso di questo tipo di conto, sono ridotti ai minimi termini.

Le abitudini degli italiani

La lunghezza del periodo di vincolo è in crescita, almeno secondo i dati più recenti. Aumenta, quindi, il numero di persone che dimostrano di non avere problemi nel vincolare il proprio denaro anche per un periodo di tempo piuttosto lungo. Il 33% degli italiani in possesso di un conto deposito è di età compresa tra i 41 e i 55 anni, mentre il 46% supera i 55 anni: forse anche questo è uno dei motivi alla base di una tendenza che, in ogni caso, ha una sua razionalità.

I conti online

Tra chi cerca i migliori conti deposito non mancano coloro che scelgono di affidarsi alle soluzioni online: in effetti, le domande di apertura di conti di questo genere sono in aumento, così come accade per i conti correnti tradizionali. Le ragioni alla base di questo fenomeno sono molteplici, a cominciare dalla maggiore convenienza economica che di solito contraddistingue i conti online rispetto a quelli tradizionali. C’è da tenere conto, poi, della pervasività della tecnologia che ormai è entrata a far parte delle nostre abitudini, come dimostrano il proliferare di dispositivi mobili quali smartphone e tablet e il boom della navigazione in mobilità: tutte condizioni che contribuiscono ad aumentare la familiarità con il mondo di Internet e, quindi, a essere meno diffidenti nei suoi confronti.

Quanti soldi mettere in un conto deposito


I migliori conti deposito garantiscono rendimenti più che soddisfacenti, anche se certamente più bassi rispetto a qualche anno fa. Tutto dipende, ovviamente, sia dall’entità della somma che si decide di depositare sia dalla lunghezza del vincolo per cui si opta. I numeri relativi al Belpaese evidenziano che a crescere non è solo la quantità di conti deposito, ma anche l’ammontare degli importi che sui conti vengono lasciati. Scendendo nei dettagli, infatti, si scopre che circa un terzo dei conti si caratterizza per un valore di deposito di oltre 50mila euro: andando indietro nel tempo, era dal 2010 che non si riscontrava una media così alta.

I rendimenti

Se si opta per un conto deposito, lo si fa per ottenere un rendimento, che – come detto – è più elevato nel caso in cui il denaro venga vincolato. I correntisti dimostrano di prendere in seria considerazione questa ipotesi, e infatti le somme che vengono depositate sono vincolate in 3 casi su 4. Questi sono i dati relativi al 2018, ma l’inversione di tendenza rispetto al 2017 è evidente: due anni fa, infatti, solo il 58% degli importi era vincolato.

Previsioni per il futuro

In un contesto economico in cui gli italiani si orientano sempre d i8i più verso i conti deposito, i tassi di interesse sono in costante calo. Da un lato, dunque, aumenta la domanda da parte della clientela, ma dall’altro lato i rendimenti di cui si può beneficiare diminuiscono. Eppure, anche se i rendimenti non sono più invitanti come un tempo, il successo dei conti deposito non si arresta, forse perché investire il denaro in questo modo è sempre una mossa più intelligente che tenere i soldi sotto il materasso. Il Fondo Interbancario, poi, fornisce tutte le garanzie di sicurezza per eventuali imprevisti o non desiderabili fallimenti.

Antonio Palmieri

Laureato in economia aziendale con una tesi dal titolo "Il ruolo dell'HTML nelle operazioni di web marketing", iscritto all'albo dei Consulenti del lavoro, sono un libero professionista che non trascura le potenzialità offerte dal web che resta la mia grande passione: lavoro e passione si integrano in Codice Azienda, blog che curo dal 2007 in cui affronto temi che riguardano imprenditori e professionisti. Nel mio curriculum le esperienze e le competenze.

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